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25/02/2026 ore 08.53
Cultura

Quando il teatro diventa coscienza collettiva, il 2 marzo in scena al Grandinetti: Parole di pietra e lacrime di sale

Una perfomance collettiva promossa dal centro antiviolenza Demetra di Lamezia Terme. Vi saranno testimonianze di donne che hanno scelto di rompere il silenzioe

di Redazione

Il 2 marzo 2026, alle ore 19.00, il Teatro Grandinetti ospiterà, con ingresso libero, Parole di pietra e lacrime di sale, una performance collettiva promossa dal Centro Antiviolenza Demetra di Lamezia Terme e scritta e diretta da Nadia Donato, con l’aiuto regia di Adele Paola. Il Centro antiviolenza Demetra è quotidianamente impegnato nel contrasto alla violenza di genere e nel sostegno alle donne che intraprendono percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Al centro della serata vi sono le donne che hanno denunciato. Donne che hanno scelto di rompere il silenzio, di esporsi, di attraversare la paura per affermare un principio fondamentale: la violenza non è un destino, non è una colpa, non è una vergogna da nascondere. Le donne protagoniste non recitano ma portano memoria. E nel farlo compiono un atto pubblico di responsabilità.

Accanto a loro, le professioniste e le operatrici che ogni giorno contrastano la violenza di genere attraverso l’ascolto, la tutela legale, il supporto psicologico, la protezione e l’accompagnamento nei percorsi di autonomia. Un’alleanza concreta, costruita nel tempo, che trasforma il dolore individuale in impegno collettivo. Durante la serata saranno presentati i dati relativi a un anno di attività ma anche i dati aggregati del lungo periodo.

«I sedici anni di attività del Centro Antiviolenza Demetra – dice Francesca Fiorentino, presidente dell’associazione Mago Merlino, capofila del CAV - non sono solo numeri, ma storie: vite che hanno chiesto aiuto, donne che hanno intrapreso percorsi e che si sono date la possibilità di una rinascita». «Numeri che ci danno l’opportunità di leggere – continua - anche come cambiano le culture sociali dei territori e, in questo caso, del nostro».

Parole di pietra e lacrime di sale è un’opera che mette lo spettatore nella condizione di interrogarsi su un problema sociale che coinvolge tutti e tutte perché il contrasto alla violenza di genere non può essere delegato a pochi. È una responsabilità condivisa che riguarda le istituzioni, la società civile, gli uomini e le donne.

«Questa iniziativa nasce dal territorio e al territorio si rivolge, - conclude la Fiorentino - affinché il teatro diventi spazio di coscienza civile e luogo di scelta. Perché davanti alla violenza non esiste neutralità: esiste solo la responsabilità di decidere da che parte stare».