Sezioni
04/07/2026 ore 08.53
Cultura

Quando la medicina torna a interrogare sé stessa: a Santa Caterina la presentazione del libro che racconta un rivoluzionario del Seicento

La rassegna "Uno Sguardo dalla Torre" partirà mercoledì 8 luglio con lapresentazione del volume "Il medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell'Europa del Seicento"

di redazione

In un tempo in cui il rapporto tra cittadini e medicina è sempre più oggetto di discussione, in cui cresce il desiderio di comprendere come nasce davvero la conoscenza scientifica e quale debba essere il ruolo del medico nella società, sorprende scoprire che molte di queste domande erano già state poste oltre quattro secoli fa.

È da questa riflessione che prenderà il via, mercoledì 8 luglio alle ore 19.00, la X edizione della rassegna culturale "Uno Sguardo dalla Torre", con la presentazione del volume "Il medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell'Europa del Seicento", pubblicato da Rubbettino Editore e scritto dallo storico Aurelio Musi.

L'incontro si svolgerà nella suggestiva cornice di Torre Sant'Antonio, a Santa Caterina dello Ionio, luogo che da dieci anni ospita un dialogo aperto tra storia, letteratura, attualità, scienza e società.

Il protagonista del libro è Marco Aurelio Severino, uno dei più importanti medici e anatomisti europei del Seicento, nato a Tarsia, in Calabria. Chirurgo, docente universitario e autore di opere fondamentali per la storia della medicina, Severino visse in un'epoca in cui il sapere medico era ancora fortemente legato all'autorità degli antichi testi. Lui scelse una strada diversa. Per questo fu definito un "medico a rovescio".

Non perché rifiutasse la scienza, ma perché riteneva che la vera conoscenza dovesse nascere dall'osservazione diretta della realtà, dalla dissezione anatomica, dall'esperienza clinica e dalla sperimentazione. Era convinto che nessuna autorità, per quanto prestigiosa, dovesse essere considerata infallibile se i fatti raccontavano una storia diversa. È una lezione che conserva una sorprendente attualità.

Oggi il dibattito sulla medicina è spesso attraversato da sentimenti contrastanti. Da una parte la straordinaria fiducia nelle conquiste scientifiche che hanno migliorato la qualità e l'aspettativa di vita; dall'altra il timore che la medicina possa apparire sempre più impersonale, burocratica o condizionata da interessi economici. Sono temi complessi, che non si prestano a semplificazioni, ma che rendono ancora più preziosa la possibilità di riflettere sulle radici del metodo scientifico.

La vicenda di Marco Aurelio Severino ricorda infatti che la buona medicina non nasce dall'accettazione passiva delle verità, ma dalla capacità di osservare, studiare, verificare e mettere continuamente alla prova le proprie conoscenze. È proprio questo atteggiamento critico che ha permesso, nei secoli, i grandi progressi della scienza.

A raccontare questa figura straordinaria sarà Aurelio Musi, tra i più autorevoli storici italiani dell'età moderna. Per decenni docente universitario e autore di numerosi saggi tradotti anche all'estero, Musi ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca alla storia del Regno di Napoli e del Mezzogiorno, restituendo nuova luce a protagonisti spesso dimenticati della cultura europea.

A dialogare con l'autore sarà il professor Giulio Sodano, ordinario di Storia Moderna e direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", studioso di riferimento della storia religiosa, politica e sociale dell'età moderna.

Apriranno l'incontro i saluti di Marco Badolato, ideatore della rassegna "Uno Sguardo dalla Torre", e di Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi Storici "Le Calabrie", che insieme alla Deputazione di Storia Patria per la Calabria patrocina l'iniziativa. Interverrà inoltre Florindo Rubbettino, editore della casa editrice che da oltre cinquant'anni rappresenta uno dei più importanti punti di riferimento italiani per la saggistica storica, politica e culturale.

L'appuntamento inaugura la decima edizione di una manifestazione che, negli anni, ha trasformato Torre Sant'Antonio in un luogo privilegiato di incontro tra studiosi, scrittori, giornalisti, artisti e protagonisti del dibattito culturale nazionale.

L'obiettivo della rassegna non è soltanto presentare libri, ma creare occasioni di confronto su temi capaci di parlare al presente attraverso la storia, la cultura e la ricerca. Ed è proprio questo il valore dell'incontro dedicato a Marco Aurelio Severino.

La sua storia non appartiene soltanto al passato. È la storia di uno scienziato che ebbe il coraggio di mettere in discussione le certezze del proprio tempo per cercare risposte migliori. Un invito, ancora oggi, a distinguere tra opinioni e conoscenza, tra pregiudizi e ricerca, ricordando che il progresso nasce sempre dal confronto tra rigore scientifico, esperienza e libertà di pensiero.

Con questo primo appuntamento, "Uno Sguardo dalla Torre" apre la sua decima edizione riaffermando la propria vocazione: offrire al pubblico occasioni di riflessione che, partendo dalla storia e dalla cultura, aiutino a comprendere meglio anche le sfide del presente.