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23/02/2026 ore 15.16
Cultura

Successo a Catanzaro per il Festival “Suoni e Voci della Magna Graecia”

Mancuso: “Evento tra i più significativi degli ultimi anni in una città che vuole costruire ponti piuttosto che alzare muri”

di Redazione

"Il Festival dei Cori Greci e Italiani che si è svolto in città nello scorso fine settimana ha fatto vivere a Catanzaro uno dei momenti più significativi degli ultimi anni”. Così il consigliere comunale di Catanzaro, Rosario Mancuso. “La portata dell’evento, infatti, è andata ben oltre il pur elevato pregio artistico, toccando aspetti culturali, economici, di marketing. Un’idea felice, nata dalla collaborazione tra l’assessorato alla Cultura del Comune e l’Associazione Panellenica di Amicizia e Collaborazione del Laureati nelle Università Italiane e da questi realizzata sotto l’egida dell’Arcidiocesi Metropolita di Catanzaro Squillace e dell’Organizzazione Cori Calabria”.

“Un festival come “Suoni e Voci della Magna Graecia” – prosegue Mancuso – non era mai stato realizzato prima e lo dimostra l’attenzione che hanno voluto riservargli i media ellenici, a cominciare dalla televisione di Stato per finire alle principali tv private, ai giornali on line e di carta stampata. Lo dimostrano i messaggi istituzionali ricevuti, primo tra tutti quello dell’ambasciatrice greca in Italia e le presenze nel Capoluogo di regione del rappresentante della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale con sede a Venezia, nonché del leader dell’opposizione al parlamento di Atene. Un’attenzione internazionale senza precedenti verso Catanzaro e della quale la città ha buoni motivi per sentirsi orgogliosa”.

"Centinaia di ospiti, i coristi e i loro accompagnatori, hanno scelto di soggiornare nelle nostre strutture di accoglienza, di gustare i nostri prodotti enogastronomici, di visitare il territorio, l’hinterland e, in qualche caso, anche altre città calabresi, per conoscerne le testimonianze magno greche, bizantine e romane. La soddisfazione dimostrata da tutti alla fine del festival è dunque il migliore biglietto da visita che Catanzaro e la Calabria potessero offrire al di là dei confini regionali. E c’è in ultimo ma non certo per importanza il valore simbolico che “Suoni e Voci della Magna Graecia” ha acquistato man mano che il festival andava avanti. L’incontro tra i discendenti ed eredi dell’antica Grecia, la loro cultura, e noi, che di quella stessa cultura siamo intrisi, ha costituito un momento alto di fratellanza, pace e dialogo tra i popoli. Un esempio per tutti e non solo per chi il festival lo animato o vi ha assistito da spettatore – conclude Mancuso -; una strada possibile, percorsa per tre giorni a Catanzaro, città che vuole costruire ponti piuttosto che alzare muri, in chiara controtendenza e alternativa rispetto ai tempi duri di guerra e di violenza che il mondo intero si trova costretto a vivere”.