Viso di Primavera, Domenico Dara e Peppe Fonte portano in scena l’“incontro” tra Pavese e Ciampi: a Catanzaro l’anteprima nazionale che diventa gesto collettivo
Sul palco del "Comunale" le solitudini di due pilastri della cultura italiana. Incasso devoluto al Centro Calabrese di Solidarietà: «L’arte può farsi risposta»
La fragilità come punto di partenza, non come cedimento. La fragilità intesa non come limite, ma come forza generativa, capace di trasformarsi in espressione artistica e infine in riscatto. È da qui che prende forma “Viso di Primavera”, presentato nella sala Concerti di Palazzo De Nobili, dove l’annuncio dell’anteprima nazionale ha assunto fin da subito un peso che va oltre la rappresentazione artistica.
A raccontarlo sono stati lo scrittore Domenico Dara e il cantautore Peppe Fonte, insieme al regista Francesco Mazza. Nessuna costruzione retorica: il cuore dello spettacolo resta quell’intreccio irrisolto tra le vite di Cesare Pavese e Piero Ciampi, due traiettorie parallele segnate da una stessa esposizione al dolore, da una fragilità mai ricomposta. Due pilastri della cultura italiana che non si incontrarono mai, ma che furono accomunati da un destino simile. Presenti all'incontro con i giornalisti anche l’assessora alla Cultura Donatella Monteverdi e dalla presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, Isolina Mantelli. “Viso di Primavera” si sviluppa, dunque, come un dialogo immaginario tra due figure emblematiche della cultura italiana, accomunate da un destino segnato da inquietudine e solitudine. Parola e musica si intrecciano in un tessuto narrativo denso, capace di attraversare il tempo e restituire allo spettatore una riflessione lucida e, al contempo, profondamente emotiva sul senso dell’esistenza.
Un’anteprima nazionale, dunque, ma anche un passaggio simbolico per la città. Il debutto del 24 aprile al Teatro Comunale di Catanzaro avrà infatti un esito concreto: l’intero incasso sarà devoluto al Centro Calabrese di Solidarietà ETS, realtà che da quarant’anni lavora proprio su quelle fragilità che lo spettacolo porta in scena. Significativo, in questo senso, l’intervento della presidente Mantelli, che ha richiamato l’urgenza di non distogliere lo sguardo da chi vive ai margini, sottolineando come dietro ogni fragilità si nasconda un potenziale da recuperare. Un messaggio che trova piena risonanza nello spirito dello spettacolo, dove il racconto del dolore non si esaurisce nella sua rappresentazione, ma si apre alla possibilità di riscatto. L’assessora Monteverdi ha evidenziato il valore strategico di iniziative come questa per il tessuto culturale cittadino, sottolineando come eventi di tale spessore contribuiscano a rafforzare l’identità di Catanzaro come luogo capace di produrre e accogliere cultura consapevole. Un segnale importante, soprattutto per il Mezzogiorno, dove l’arte può e deve farsi strumento di crescita civile.
“Viso di Primavera” si inserisce così in un percorso più ampio, portato avanti dal Teatro di Calabria Aroldo Tieri, volto a indagare le molteplici forme del disagio contemporaneo. Un progetto che trova nel palcoscenico non solo uno spazio espressivo, ma un luogo di incontro e responsabilità.
I biglietti per la serata, patrocinata dal Comune di Catanzaro, sono disponibili al costo di 12 euro al botteghino del Teatro Comunale o attraverso i canali di vendita online.