Catanzaro ricorda Mimmo Rotella, oggi l’inaugurazione della mostra “Autorotella” alla Casa della Memoria
La rassegna prende spunto da una serie di opere conservate all'interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione
A vent’anni dalla scomparsa di Mimmo Rotella, tra i maggiori protagonisti della scena artistica internazionale, la Fondazione Mimmo Rotella rende omaggio al grande artista con il progetto espositivo Autorotella, a cura di Alberto Fiz.
Le opere si sviluppano attorno agli autoritratti dell’artista e sono esposte in un luogo di particolare valore simbolico e storico, la Casa della Memoria di Catanzaro, casa-museo dove Rotella è cresciuto accanto alla madre modista. La rassegna prende spunto da una serie di opere conservate all'interno della Casa della Memoria per poi arricchirsi con preziose testimonianze messe a disposizione dalla Fondazione Mimmo Rotella. Il titolo Autorotella rimanda direttamente all’autobiografia dell’artista, che racconta in forma diaristica gli avvenimenti che lo hanno coinvolto tra il 1966 e il 1970.
[Missing Caption][Missing Credit]
Si viene così a creare una stretta relazione tra parola e immagine in una rassegna che può essere letta come una dichiarazione di poetica: un modo originale per indagare il maestro del décollage attraverso la disseminazione della propria immagine.
Le opere selezionate spaziano in un percorso che va dal 1969 al 1999, proponendo una sintesi di tecniche e stili: da Autoportrait, tela emulsionata del 1969, ad Autoritratto napoleonico, lamiera con interventi di décollage e sovrapittura, passando attraverso una lamiera con l’artista ritratto insieme alla figlia Asya. Completano il percorso una scultura in bronzo con i tratti del motociclista e alcuni disegni autoironici e caricaturali.
Da Picasso a Warhol, da Giacometti a Bacon, l’affermazione del sé rappresenta una componente determinante di un’arte che rivolge il proprio sguardo all’interno. Nel caso di Rotella, la pratica dell’autoritratto è scevra da ogni forma di narcisismo autoreferenziale: l’artista pone sé stesso come parte di un sistema semantico articolato, in cui il proprio volto può essere strappato, manipolato, ridipinto o reso iconico attraverso la maschera.
Rotella sottopone così la propria immagine alla stessa forza di abrasione che agisce sulla pubblicità, sull’universo cinematografico e sul paesaggio urbano. Autorotella si configura quindi come un percorso di forte attualità, capace di restituire la vitalità trasgressiva e dirompente di un artista che, a vent’anni dalla scomparsa, continua a interrogare il presente.