Attivazione dell’Archivio nazionale dello stato civile al Comune di Catanzaro. Assisi e Loello: «impossibile accedere alla piattaforma»
«Quanti fondi del PNRR sono stati impiegati senza che il servizio sia effettivamente funzionante?» si chiedono i consiglieri di Forza Italia
«Pochi giorni fa abbiamo appreso dalla stampa, attraverso una dichiarazione firmata dal vicesindaco Iemma e dall’assessore Costantino, dell’attivazione dell’ANSC» scrivono in una nota i consiglieri comunali di Forza Italia al comune di Catanzaro, Francesco Assisi e Alessandra Lobello: “L’Ufficio Transizione al Digitale, insieme al settore Demografico, ha centrato questo traguardo in tempi rapidissimi, grazie all’utilizzo dei fondi del PNRR, considerando che l’obbligo di adesione all’ANSC scade il 31 dicembre 2026. Un risultato che dimostra come l’innovazione digitale, se ben governata, possa rappresentare un fattore in grado di migliorare concretamente la vita dei cittadini e la funzionalità della macchina amministrativa. Un passo in avanti importante per gli uffici comunali, ma soprattutto per i cittadini, che potranno contare su procedure più rapide, sicure e trasparenti in momenti delicati e centrali della loro vita”.
«Parole importanti – scrivono Assisi e Lobello -, che condividiamo nello spirito. Peccato però che, ad oggi, la realtà appaia diversa. Per ottenere certificati di nascita, matrimonio, unioni civili, per richieste di cittadinanza o comunicazioni di decesso, molti cittadini sono ancora costretti a recarsi fisicamente allo sportello. Diversi utenti ci hanno infatti segnalato l’impossibilità di accedere alla piattaforma, sia tramite Carta d’Identità Elettronica sia tramite SPID. La domanda che ci poniamo è semplice: quanti fondi del PNRR sono stati impiegati senza che il servizio sia effettivamente funzionante? Forse sarebbe stato più opportuno verificare con attenzione la piena operatività del sistema prima di diffondere l’ennesimo comunicato trionfalistico su un servizio che, oltre a rappresentare un obbligo di legge da rispettare entro il 31 dicembre 2026, oggi risulta nei fatti non ancora accessibile ai cittadini».