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23/06/2026 ore 15.32
Politica

Catanzaro Servizi, 5 anni di traghettamento senza vedere arrivo. Ora si spera nel “miracolo” romano

Le opinioni di Danilo Russo, ex assessore, accusano di vuoto le politiche Fiorita-Pd sulla partecipata. E dietro l’angolo incombe la fine dell’ultima proroga all’amministratore De Marco

di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo da Danilo Russo*

Quasi cinque anni. Un lustro intero in cui il Partito Democratico e il sindaco Nicola Fiorita hanno tenuto le redini di Catanzaro, promettendo svolte epocali che, alla prova dei fatti, si sono arenate nei corridoi della burocrazia e dell'incertezza. Uno dei tanti emblemi di questo immobilismo politico è la Catanzaro servizi, la società partecipata del comune che continua a navigare a vista, sospesa tra scadenze imminenti e la perenne ricerca di ossigeno finanziario. Dopo un intero mandato, la soluzione dell'amministrazione Fiorita si riduce all'ennesimo viaggio della speranza, questa volta in direzione Roma.

Da palazzo De Nobili e dagli uffici di via Indipendenza lo sguardo è infatti rivolto alla sede dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. Le delibere integrate per i nuovi affidamenti in house dovranno passare il severo esame del garante romano, chiamato a valutare l'adeguata motivazione rispetto al ricorso al libero mercato. Nel caso in cui arrivi il via libera, l'iter sbloccherà la situazione, ma in caso contrario l'autorità avrà il potere di impugnare le delibere al Tar. Si tratterebbe dell'ennesima spallata sul fattore tempo, e Catanzaro servizi non ne ha molto, poiché quei nuovi affidamenti le servono per incassare ricavi e consolidare il percorso di risanamento. Proprio per questo il management auspica che l'autorità si esprima in tempi brevi, altrimenti l'amministrazione procederà comunque all'assegnazione per garantire l'avvio delle attività, attendendo poi la decisione romana. Un vero e proprio azzardo sulla pelle della città.
Questo dei nuovi servizi è un tassello di un mosaico più ampio. C'è infatti da approvare la variazione di bilancio con la quale palazzo De Nobili concederà in prestito fino a 200mila euro alla società come finanziamento prededucibile autorizzato dal giudice, necessario per fare fronte alle spese di avvio.

Sul fronte finanziario, l'amministratore unico Antonio De Marco si appresta a chiudere il bilancio 2025 con un lieve avanzo di poche migliaia di euro. Una volta approvato il documento scadranno però il revisore e il collegio sindacale, ma soprattutto scadrà il 4 agosto l'ultima proroga del mandato dello stesso De Marco. Il comune dovrà quindi pubblicare un nuovo avviso per trovare un altro manager-traghettatore che guidi la società fino alla metà del 2027, coincidente con la scadenza dell'amministrazione comunale. Cinque anni spesi a traghettare, senza mai arrivare a riva.
La verità che palazzo De Nobili tenta di nascondere è che la Catanzaro servizi è rimasta un'azienda profondamente politicizzata, ostaggio di logiche di spartizione e priva di una visione industriale a lungo termine. Dietro i tecnicismi e le delibere si nascondono i destini di decine di famiglie catanzaresi che chiedono certezze, non promesse elettorali scadute. Per salvare la società e garantire stabilità ai lavoratori occorre finalmente guardare avanti, rafforzando i servizi già in essere e aumentando le competenze interne.

Le proposte concrete sul tavolo parlano chiaro: affidare alla Catanzaro servizi la gestione dell'inceneritore del cimitero per generare flussi di cassa stabili e, soprattutto, aprire la società a un socio privato che immetta la liquidità necessaria per rimettere in moto l'azienda.
Per fare questo, mettendo sul mercato il 50% delle quote societarie, ci vuole però un largo sforzo politico che ad oggi l'amministrazione Fiorita non è stata in grado di mettere in campo. In cinque anni la coalizione guidata dal sindaco e dal pd ha preferito la tattica del rinvio, dei prestiti temporanei e delle scadenze prorogate all'ultimo secondo. Catanzaro e i lavoratori della sua partecipata meritano una guida che decida, non un'amministrazione che aspetta che sia Roma a togliere le castagne dal fuoco

*ex assessore comunale