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04/06/2026 ore 06.15
Politica

Catanzaro Servizi, il Tribunale dà il via libera al prestito da 200mila euro. Ma pone condizioni: decisivi i nuovi affidamenti e il nodo Antitrust

Una decisione che offre ossigeno alla società in-house e rafforza il percorso di riequilibrio finanziario, ma con precisi vincoli da rispettare. Il giudice lega il successo dell'operazione all'effettiva messa in campo delle nuove attività individuate nel piano industriale e agli sviluppi delle verifiche in corso sugli affidamenti. Respinta l'unica opposizione presentata da un creditore

di Bruno Mirante

Il Tribunale di Catanzaro apre la strada al finanziamento da 200mila euro richiesto da Catanzaro Servizi nell'ambito della composizione negoziata della crisi, ma lo fa tracciando paletti precisi e richiamando la società a una rigorosa attuazione del piano di risanamento. Con un provvedimento firmato dal giudice Chiara Di Credico, la Prima sezione civile ha autorizzato la partecipata comunale a contrarre un finanziamento prededucibile con il socio unico Comune di Catanzaro fino alla concorrenza di 200mila euro. Una decisione che arriva al termine dell'istruttoria avviata ad aprile e che recepisce, nella sostanza, le valutazioni convergenti dell'esperto della composizione negoziata nominato dalla Camera di Commercio Giovanni Puccio e dell'ausiliario nominato dal Tribunale Andrea Panizza.

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«Finanziamento necessario per la continuità»
Secondo il giudice, il prestito richiesto dalla società è funzionale alla continuità aziendale poiché destinato a coprire i costi iniziali necessari all'avvio dei nuovi servizi che costituiscono l'architrave del Piano industriale 2026-2030. Nelle motivazioni si evidenzia come l'attivazione dei nuovi affidamenti comporti spese immediate per l'acquisto di materiali, dispositivi di sicurezza e per il ripristino dei mezzi operativi, mentre i ricavi arriveranno soltanto in una fase successiva. Proprio questo disallineamento temporale tra costi e incassi renderebbe indispensabile l'immissione di nuova liquidità.
Il Tribunale richiama espressamente le conclusioni dell'esperto Puccio, secondo cui l'apporto finanziario del Comune assume una "valenza determinante" per consentire alla società di superare la delicata fase di start-up dei nuovi servizi e dare concreta attuazione al piano di risanamento.

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L'alternativa sarebbe la liquidazione
Nella ricostruzione contenuta nel provvedimento emerge anche un altro elemento centrale: l'alternativa alla continuità aziendale sarebbe uno scenario liquidatorio ritenuto fortemente penalizzante per i creditori.
Il giudice osserva che l'eventuale cessazione dell'attività comporterebbe l'interruzione dei contratti in house con il Comune, la perdita dei flussi operativi, il deprezzamento degli asset aziendali e l'insorgenza di ulteriori passività legate ai rapporti di lavoro dei 119 dipendenti. Da qui la conclusione che il finanziamento, se utilizzato per sostenere l'avvio i nuovi affidamenti, risponde anche all'obiettivo della migliore soddisfazione dei creditori.
 

Via libera solo per cinque servizi
L'autorizzazione concessa dal Tribunale non riguarda indistintamente tutte le attività previste dal piano industriale. Il finanziamento potrà essere utilizzato esclusivamente per sostenere i costi di avvio di cinque specifici servizi: gestione delle lampade votive nei cimiteri cittadini; manutenzione stradale e segnaletica; gestione del verde pubblico; assistenza tecnica ai programmi comunali finanziati con fondi europei e nazionali; gestione del terzo specchio d'acqua del porto di Catanzaro Lido. Restano invece fuori dal perimetro dell'autorizzazione il forno crematorio e la gestione dei grandi impianti pubblicitari, attività che secondo il piano dovrebbero entrare a regime in una fase successiva e che, allo stato, non presentano ancora sufficienti elementi di concretezza.

Il peso del parere dell'Antitrust
Uno dei passaggi più significativi della decisione riguarda le osservazioni formulate dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sugli affidamenti approvati dal Consiglio comunale il 6 febbraio scorso.
L'Antitrust ha infatti contestato le delibere relative alle lampade votive, al verde pubblico e alla manutenzione stradale, ritenendole carenti sotto il profilo motivazionale e ricognitorio rispetto alla disciplina dei servizi pubblici locali. Il Tribunale non ignora questo elemento e lo trasforma in una vera e propria condizione dell'autorizzazione. Il prestito potrà infatti beneficiare della prededuzione soltanto se l'Autorità non promuoverà ricorso contro gli affidamenti e se i servizi verranno concretamente attivati entro il termine di durata della composizione negoziata.  In altre parole, il giudice riconosce che l'intero equilibrio del piano di risanamento resta strettamente legato alla tenuta dei nuovi affidamenti e alla loro effettiva operatività. Il sindaco Nicola Fiorita intanto ha annunciato che le “nuove delibere” arriveranno in consiglio entro il mese di giugno.

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Respinta l'opposizione di Calmefin
Nel procedimento si è costituita anche Calmefin Immobiliare, unico creditore ad opporsi formalmente alla richiesta. La società aveva contestato soprattutto la scelta di attribuire il beneficio della prededuzione a un finanziamento proveniente dal Comune, sostenendo che proprio il socio unico avrebbe contribuito negli anni al deterioramento della situazione economica della partecipata attraverso corrispettivi ritenuti insufficienti.
Una tesi che il Tribunale non ha accolto. Secondo il giudice, in questa sede rilevano esclusivamente la funzionalità del finanziamento alla continuità aziendale e alla tutela dei creditori, mentre eventuali valutazioni sulle responsabilità pregresse del socio esulano dall'oggetto del procedimento.

Una vittoria con riserva
La decisione rappresenta certamente un passaggio favorevole per Catanzaro Servizi e per il percorso di risanamento avviato negli ultimi mesi.
Tuttavia, dalle oltre quaranta pagine del provvedimento emerge un messaggio altrettanto chiaro: il futuro della partecipata dipenderà dalla capacità di trasformare rapidamente in attività operative i nuovi affidamenti che il Consiglio comunale è chiamato ad approvare entro la fine del mese.