Catanzaro Servizi, la richiesta di prestito da 200mila euro supera il primo esame del tribunale: «Finanziamento funzionale alla continuità aziendale»
Secondo l’esperto nominato dal giudice, “la provvista” sarebbe necessaria per affrontare una fase molto delicata: quella dell’avvio operativo dei nuovi servizi previsti dal piano industriale 2026-2030 approvato dal Comune
Una boccata d’ossigeno immediata per evitare il collasso finanziario nella fase più delicata del risanamento. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dalla relazione depositata al Tribunale di Catanzaro dal professor Andrea Panizza, ausiliario nominato dalla Prima Sezione Civile – settore procedure concorsuali – nell’ambito della procedura di composizione negoziata che riguarda Catanzaro Servizi Spa. Il documento affronta il nodo centrale della vicenda: la richiesta avanzata dalla partecipata comunale di ottenere dal socio unico, il Comune di Catanzaro, un finanziamento prededucibile da 200 mila euro ai sensi dell’articolo 22 del Codice della crisi d’impresa. Prima di decidere, il tribunale ha nominato un ausiliario tecnico: Andrea Panizza, commercialista ed esperto in gestione delle crisi d’impresa, incaricato di verificare la “funzionalità” del finanziamento rispetto agli obiettivi della continuità aziendale e della tutela dei creditori. Ed è proprio la relazione depositata da Panizza a segnare adesso un passaggio decisivo nel percorso di salvataggio della partecipata comunale.
Catanzaro Servizi cerca liquidità: chiesto al tribunale il via libera per un prestito da 200mila euro«Finanziamento coerente con il percorso di risanamento»
Nelle conclusioni depositate al tribunale, l’ausiliario ritiene che il finanziamento richiesto «presenti profili di funzionalità rispetto sia alla continuità aziendale sia rispetto al miglior soddisfacimento dei creditori». Secondo il professionista, la provvista da 200mila euro sarebbe necessaria per affrontare una fase molto delicata: quella dell’avvio operativo dei nuovi servizi previsti dal piano industriale 2026-2030 approvato dal Comune. Il nodo centrale è finanziario. Catanzaro Servizi, infatti, dovrebbe sostenere nell’immediato costi di start-up – acquisto materiali, dispositivi, mezzi e organizzazione operativa – mentre i ricavi derivanti dai nuovi affidamenti arriverebbero soltanto nei mesi successivi. Un disallineamento temporale che, secondo Panizza, rischia di comprimere la liquidità aziendale fino quasi ad azzerarla nel mese di giugno 2026. «In assenza di tale apporto – scrive l’ausiliario – la Società rischierebbe di non poter sostenere operativamente l’avvio dei servizi affidati, con conseguente compromissione dell’intero percorso di risanamento».
Il piano di risanamento si regge sui nuovi servizi
La relazione entra nel merito della strategia costruita dalla partecipata per uscire dalla crisi. Il piano industriale punta infatti soprattutto sull’ampliamento delle attività affidate dal Comune attraverso il modello “in house”. Tra i servizi individuati figurano la gestione delle lampade votive, il verde pubblico, la manutenzione stradale, il forno crematorio, i servizi tecnici sui fondi comunitari e la gestione del terzo specchio d’acqua del porto di Catanzaro Lido. Secondo le previsioni contenute nel piano, proprio questi affidamenti dovrebbero consentire un incremento del fatturato e della marginalità operativa sufficiente a riportare progressivamente in equilibrio i conti della società. Panizza riconosce che le proiezioni del piano mostrano un margine operativo lordo positivo lungo tutto l’orizzonte 2026-2030, ma avverte anche che la sostenibilità finanziaria resta strettamente legata all’effettiva partenza dei nuovi servizi e alla regolarità dei flussi di cassa attesi.
Il nodo AGCM sugli affidamenti
Nella relazione trova spazio anche il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che nelle scorse settimane ha contestato alcuni degli affidamenti deliberati dal Consiglio comunale, in particolare quelli relativi a lampade votive, verde pubblico e manutenzione stradale. Un elemento che Panizza considera rilevante perché quei servizi rappresentano una parte decisiva delle entrate future previste dal piano di risanamento. Il professionista non entra nel merito giuridico della questione, ma evidenzia che eventuali ricorsi o sospensive sugli affidamenti potrebbero incidere direttamente sui flussi finanziari attesi dalla società. Il Comune, intanto, ha già comunicato la volontà di difendere la legittimità degli affidamenti contestati dall’Autorità.
Per il tribunale, adesso, si apre la fase decisiva: autorizzare o meno il finanziamento che, secondo l’ausiliario, rappresenta uno snodo fondamentale per evitare che la crisi di Catanzaro Servizi sfoci definitivamente nella liquidazione.