Catanzaro Servizi, l’ombra del fallimento irrompe in Consiglio comunale: lavoratori in Aula e tensione sugli affidamenti
I rilievi dell’AGCM agitano Palazzo De Nobili e rallentano il piano di risanamento della partecipata. Fiorita annuncia nuove delibere entro giugno e difende il percorso avviato, ma dall’opposizione arrivano accuse pesanti. I lavoratori lasciano l’Aula con ancora troppe incognite sul futuro della società
Il tempo delle rassicurazioni sembra essersi consumato. Nell’Aula Rossa di Palazzo De Nobili, ieri pomeriggio, il vero convitato di pietra non era una pratica di bilancio né l’assenso preliminare alla realizzazione del “San Pietro Hospital”, il progetto promosso dal Gruppo Citrigno attraverso l'ampliamento del Centro Clinico San Vitaliano, destinato a ridisegnare il sistema dell’assistenza sanitaria privata accreditata nel quartiere Mater Domini, ma la sopravvivenza stessa della Catanzaro Servizi Spa.
San Pietro Hospital, il progetto approda in Consiglio comunale: chiesto l’assenso preliminare alla deroga urbanisticaE a ricordarlo plasticamente al Consiglio comunale ci ha pensato una rappresentanza di lavoratori della Partecipata, seduti tra il pubblico con il peso di domande che, al momento, attendono ancora risposte definitive. La seduta, convocata in seconda chiamata, si è aperta regolarmente con 19 presenti e con il minuto di silenzio disposto dal presidente Gianmichele Bosco per la scomparsa di Nicoletta Carnovale, componente del Collegio dei revisori. Ma l’attenzione politica e amministrativa si è subito spostata altrove: sui rilievi formulati dall’AGCM – l’Autorità garante della concorrenza e del mercato – contro le delibere con cui Palazzo De Nobili ha affidato nuovi servizi, in particolare quelli relativi a lampade votive, verde pubblico e manutenzione stradale alla Catanzaro Servizi. Una questione che, pur non inserita formalmente all’ordine del giorno, è esplosa nel dibattito consiliare attraverso la richiesta avanzata da Luigi Levato (Forza Italia) di sospendere i lavori per ascoltare i lavoratori presenti in Aula. Richiesta che ha costretto il sindaco Nicola Fiorita a fornire un aggiornamento dettagliato su una vicenda che, ormai, rappresenta uno dei passaggi più delicati dell’intera consiliatura.
Il primo cittadino ha confermato che la preoccupazione nasce dal parere dell’Autorità sulla presunta illegittimità degli affidamenti: secondo AGCM, le delibere non motiverebbero adeguatamente la convenienza economica del conferimento diretto dei servizi alla partecipata, con possibili effetti distorsivi sulla concorrenza. Da qui la necessità di correre ai ripari.
Fiorita ha spiegato che l’amministrazione si è affidata a un consulente esterno esperto della materia per predisporre nuove delibere “maggiormente motivate”, da riportare in Consiglio comunale già nella prima settimana di giugno. Obiettivo dichiarato: fare partire entro fine mese i nuovi servizi relativi ad assistenza tecnica, manutenzione stradale, verde pubblico e lampade votive. Servizi considerati vitali per garantire liquidità alla società e sostenere il piano di risanamento. Un cronoprogramma che, tuttavia, appare appeso a un equilibrio fragilissimo.
Catanzaro Servizi in crisi, il Tribunale concede altri 120 giorni: avanti con il piano di risanamentoPerché la Catanzaro Servizi resta dentro una procedura di composizione negoziata sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, con misure protettive riconosciute fino al prossimo 26 agosto. E soprattutto perché incombono scadenze finanziarie decisive: il pagamento della prima rata del debito “Aurora” e il DURC previsto a luglio.
Catanzaro Servizi, la richiesta di prestito da 200mila euro supera il primo esame del tribunale: «Finanziamento funzionale alla continuità aziendale»Il sindaco ha ricordato anche il terzo asse del piano: il cosiddetto finanziamento prededucibile da parte del Comune, necessario a garantire la partenza operativa dei servizi. Anche su questo fronte, però, la parola finale spetta al giudice, dopo il parere positivo espresso dall’esperto nominato dal Tribunale, il professor Andrea Panizza.
Ma nell’Aula Rossa il clima è rimasto teso.
Lea Concolino di Noi Moderati ha attaccato frontalmente l’amministrazione, definendo “non esaustive” le spiegazioni del sindaco e rilanciando i timori già espressi dai sindacati sul rischio concreto di fallimento della società già entro luglio. “Non vorrei che il suo nome fosse legato al fallimento della Catanzaro Servizi”, ha affermato rivolgendosi direttamente a Fiorita. Il sindaco ha respinto le accuse, ribadendo che il piano di risanamento resta “credibile” e che gli ostacoli emersi riguardano esclusivamente gli approfondimenti richiesti dall’Autorità giudiziaria e i rilievi dell’AGCM. Non senza una stoccata politica all’opposizione: «Le delibere contestate ricalcano precedenti approvate dalla vostra maggioranza».
La sensazione emersa ieri è che il futuro della Catanzaro Servizi non dipenda più soltanto dalla politica, ma dalla capacità dell’amministrazione di superare in tempi strettissimi i rilievi tecnici e giudiziari che stanno rallentando il piano di salvataggio.
E mentre i consiglieri continuavano il dibattito con gli interventi di Alessandra Lobello, Anna Chiara Verrengia ed Eugenio Riccio, i lavoratori della partecipata lasciavano lentamente l’Aula. Con la stessa domanda con cui erano entrati: capire se, stavolta, il tempo basti davvero.