Comune, in aula il Piano industriale per salvare la Catanzaro Servizi. Fiorita sceglie di non replicare alle critiche ma il documento di sfiducia per il sindaco è già dal notaio
Il primo cittadino ricorda Pino Malacaria e dedica alla memoria dell’operaio ucciso da una bomba durante una manifestazione anti-fascista il lavoro svolto per salvare la società in house
«Non sfrutterò questa occasione per rispondere alle critiche strumentali di cui sono stato oggetto in questi giorni». Lo ha dichiarato il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita in apertura dei lavori del Consiglio comunale, convocato per l'approvazione del Piano industriale 2026-2030 di Catanzaro Servizio Spa, la società in house del comune che ormai da settimane ha intrapreso la strada della procedura negoziata della crisi. La palla, dunque, passa alla politica cittadina chiamata ad esprimersi sulle azioni messe in campo per salvare la società, dall'amministratore unico Tonino De Marco, coadiuvato dall'esperto indipendente nominato dalla Camera di Commercio Giovanni Puccio, mentre sul fronte giudiziario, il calendario segna una data decisiva: 10 febbraio 2026.
Catanzaro Servizi in crisi, parere favorevole dell’esperto Puccio al Piano industriale per salvare la società. La palla passa alla politica (e alla magistratura)Quel giorno il Tribunale di Catanzaro valuterà la conferma delle misure protettive richieste dalla società, congelando per un massimo di 120 giorni le iniziative dei creditori, dall’Erario agli enti previdenziali. Sul tavolo il destino di 119 lavoratori e di una società strategica per Palazzo De Nobili.
Sul piano politico il riferimento del sindaco è ai ripetuti attacchi subiti dall'amministrazione nelle ultime settimane: dalla figuraccia che ha assunto i contorni nazionali relativamente alla restituzione di fondi per 400mila euro destinati al Dopo di Noi, alla vicenda tutta da chiarire sui finanziamenti della rassegna natalizia "A farla amare comincia tu", fino alle accuse relative alla gestione del personale.
E' toccato al consigliere Francesco Assisi di Forza Italia fare chiarezza sui movimenti in atto per sfiduciare l'amministrazione in carica. Il documento di sfiducia che è stato già depositato dal notaio, affinché produca gli effetti desiderati dai promotori dovrà raggiungere quota 17 firme. «Questa amministrazione ha fallito» - ha dichiarato Assisi. «I consiglieri tutti sono liberi di scegliere se firmare o meno il documento».