Comune, Mungo attacca: «Sul comparto Giovino uno scempio urbanistico. Ma chi governa davvero Catanzaro?»
L'ex assessore allo Sport critica l'approvazione della pratica urbanistica denunciando la cancellazione del campo sportivo e parlando di una convergenza politica trasversale che, a suo giudizio, svilisce il ruolo della politica e la vocazione dell'area
Duro intervento dell'ex assessore allo Sport del Comune di Catanzaro, Giampaolo Mungo, dopo l'approvazione in Consiglio comunale della pratica urbanistica relativa al comparto di Giovino. L'ex amministratore contesta la scelta di destinare l'area occupata dall'impianto sportivo a un'operazione immobiliare, definendola incompatibile con la vocazione turistica del quartiere e frutto di un'intesa politica trasversale.
«Che fine ha fatto il puritanesimo del centrosinistra-destra che governa la città?», si chiede Mungo, sostenendo che «con l'approvazione della pratica urbanistica sul comparto di Giovino sarà sostanzialmente cancellato un impianto sportivo per fare spazio a un'operazione immobiliare che probabilmente nulla ha a che vedere con la tanto sbandierata vocazione turistica dell'area».
L'ex assessore parla apertamente di «trasversalità» e di «inciucio politico», definendo quanto approvato «uno scempio urbanistico» proprio perché comporta la scomparsa di una struttura sportiva pubblica. Nel mirino di Mungo finiscono anche gli equilibri politici cittadini. «Rimane un dato inquietante che investe in pieno il Partito Democratico e il centrosinistra-destra di questa città. La domanda è una sola: chi governa davvero Catanzaro? La politica oppure un potere trasversale che si alimenta per il solo esercizio del potere?».
L'ex assessore richiama quindi il valore simbolico del campo sportivo di Giovino, ricordando che si tratta di «un'opera pubblica voluta e realizzata dal compianto onorevole Michele Traversa, del quale fui capogruppo in Consiglio comunale». Infine, il riferimento all'ex parlamentare ed ex sindaco di Catanzaro: «Sono convinto che Traversa non avrebbe mai consentito che una pratica di questo tipo arrivasse in Consiglio comunale. Purtroppo oggi manca la politica, mancano uomini e amministratori illuminati e illuminanti».