Crisi al comune di Catanzaro, Tallini: «Autogol di un centrodestra ormai in stato confusionale»
Per il già Presidente del consiglio regionale della Calabria «i firmatari delle dimissioni hanno anche rischiato di trascinare la città in un grande caos politico-amministrativo di cui anche Fiorita è per certi versi responsabile»
Riceviamo e pubblichiamo:
Più che fare male a Fiorita, i velleitari firmatari delle cosiddette “dimissioni di massa” (anche questa volta solo annunciate e mai presentate alla segreteria del Comune) hanno fatto male a un centrodestra catanzarese ormai in stato confusionale, esponendolo ad una clamorosa brutta figura davanti all’opinione pubblica ed evidenziato crepe e divisioni che potevano essere evitate e discusse con prudenza e tempi giusti. I firmatari davanti al notaio hanno anche rischiato di trascinare la città in un grande caos politico-amministrativo, di cui anche Fiorita è per certi versi responsabile, che poteva avere effetti devastanti.
Mi riferisco, soprattutto, alle pratiche per i ristori ai commercianti e ai cittadini danneggiati dalla mareggiata e alla grave situazione della Catanzaro Servizi. Per non dire che l’improvvisata iniziativa rischiava seriamente, se fosse andata in porto, di mandare all’aria l’appalto dei lavori del “Ceravolo”, proprio ora che la squadra del presidente Noto sta dando enormi soddisfazioni alla tifoseria. Tutto questo è stato messo dietro ad aspirazioni personali, vendette, ricerca di scorciatoie per ottenere singoli obiettivi.
Il gruppo di Forza Italia ha avuto anche il grave demerito di andare a ruota del gruppo di “Azione” per nulla organico alla coalizione, ma soltanto animato da rancorosi proponimenti.
Tutto questo avviene perché il centrodestra catanzarese è senza bussola, avvitato su sé stesso, incapace di trovare sintesi e proporre soluzioni. Senza la certezza di avere in tasca le 17 firme, ma soprattutto senza conoscere il perimetro della futura coalizione e il candidato sindaco, l’iniziativa “carnevalesca” si è rivelata un potente autogol.
Lo scenario che oggi si presenta è devastante: il sindaco che si voleva abbattere è più forte di prima e chiuderà il suo mandato, mentre il centrodestra è in mille rivoli, senza guida, con candidature bruciate. Un autentico capolavoro!
C’è da fare anche un discorso “etico” sull’istituto delle dimissioni che sono un atto politico serio. Le dimissioni si ufficializzano, non si annunciano. Non è la prima volta che i consiglieri di Forza Italia annunciano dimissioni “virtuali” che poi non arrivano mai. Da uomo del centrodestra, devo riconoscere che quando tutto il Consiglio comunale di Catanzaro, il “Consiglio comunale più indagato d’Italia”, venne travolto dallo scandalo “gettonopoli”, solo alcuni consiglieri di minoranza si dimisero per davvero, facendo scattare le surroghe e quindi rinunciando al loro status e alle relative indennità.
I “dimissionari per scherzo” hanno minacciato chi non ha firmato dal notaio di epurazioni, di esclusione dalle liste, ma in realtà dovrebbero essere loro esclusi dalle liste per dilettantismo politico e per avere fatto tanto male ad un centrodestra che deve prendere atto di questo fallimento e ripartire da basi più solide e politiche.
Mimmo Tallini,
già Presidente del Consiglio Regionale della Calabria