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08/02/2026 ore 13.43
Politica

Danni in Galleria Mancuso, le precisazioni della consigliera Palaia

In una nota l’esponente della maggioranza interviene a seguito del danneggiamento riscontrato nei lucernari e precisa che la struttura è di proprietà comunale soltanto nella parte del calpestio

di Redazione

«Della Galleria Mancuso si fa giustamente un gran parlare. È incastonata nel cuore antico della città e da sempre vive sorti alterne: la vivacità degli anni '80 e '90, il declino coinciso con la chiusura di tante attività, il tentativo di rilancio con la collocazione di qualche arredo nel primo decennio degli anni 2000 e poi nuovamente il declino», scrive in una nota la consigliera comunale Daniela Palaia.

«Oggi – prosegue il comunicato – la Galleria appare riqualificata nelle forme che, al di là dei gusti individuali, risultano essere una ossequiosa reinterpretazione dello stile di Saoul Greco. Ovviamente non è sufficiente la rinnovazione estetica per determinare il rilancio di un luogo ed infatti si sta lavorando a regole commerciali ed igieniche e a nuove interpretazioni degli spazi per restituire definitivamente la Galleria alle abitudini e all'affezione dei cittadini. Negli ultimi giorni, alcuni danni al lucernario hanno acceso l'attenzione sulla competenza ad intervenire ed è bene quindi fare chiarezza nell'interesse di tutti. Come è noto, nel progetto di riqualificazione è rientrato anche il rifacimento della illuminazione». 

Ed ancora: «La Galleria è di proprietà comunale nella parte di calpestìo, al pari di una piazza o di una strada e dunque i lavori sull'impianto di illuminazione sono assimilabili a quelli che si fanno sugli impianti di illuminazione pubblica. Le argomentazioni di chi afferma che la riprogettazione di Galleria Mancuso, avrebbe riguardato anche le travi dei lucernari perché su di essi si è intervenuto, non tengono conto appunto del fatto che, essendo stati realizzati interventi per il restauro della illuminazione (pubblica), ovviamente si è intervenuti per sistemare intonaci e pittura interessati dal passaggio delle tracce. Non si tratta dunque di un riconoscimento implicito da parte del Comune di essere proprietari del lucernario, ma di un normale intervento di ripristino. Anche il richiamo ad una delibera di giunta (n. 676 del 2008) in cui si parla di annessione al demanio comunale, è stato utilizzato in modo del tutto fuorviante e strumentale. In quella delibera si richiama esplicitamente il concetto di suolo individuato con planimetria in cui si quantifica la superficie, laddove i termini "galleria e "porticati" (appunto virgolettati) sono utilizzati per descrivere gli spazi che individuano quella superficie. D'altra parte, quando in altre occasioni si sono verificati problemi su altre parti dei lucernari, il condominio interessato (ci sono due condomini e due amministratori in base alle scale e agli interni) ha serenamente riconosciuto la proprietà dei lucernari ed è intervenuto per le riparazioni del caso. Questi sono i fatti». 

«L'Amministrazione comunale – si legge in conclusione – ha sempre il dovere di rendere conto e di spiegare progetti e fasi di gestione, ma anche quello di disinnescare la mistificazione di documenti e azioni. Fare il bene della città coincide anche con il ricostruire la corretta e veritiera sequenza degli avvenimenti. Sempre».