Il Pd si ritrova sull’aeroporto: «Lo scalo di Lamezia torni a servizio del territorio, basta con l’uso strumentale della Sacal»
Nella sede dem cittadina si sono ritrovati diversi amministratori tra cui il segretario provinciale Gallello, quello locale Paola ed il consigliere regionale Alecci
La denuncia
La gestione del sistema aeroportuale in Calabria è l’ennesima dimostrazione di un sistema di potere senza contrappesi, che tende ad accentrare tutto nelle mani del Presidente della Regione, con l’obiettivo di consolidare interessi elettoralistici a favore di poche persone gradite al partito di Occhiuto, con grave pregiudizio dello scalo lametino.
La proposta
Restituire all’aeroporto di Lamezia la sua funzione di aeroporto a servizio dell’intera Calabria, con investimenti adeguati e “prioritari”, come previsto dal piano degli aeroporti, approvato con il Dpr 201/2015, che ha inserito l’aeroporto di Lamezia tra i dodici scali considerati “strategici” dal governo nazionale.
Questo, in sintesi, quanto emerso nella conferenza stampa indetta dal Partito Democratico lametino per fare il punto sulla situazione del sistema aeroportuale, a pochi giorni dall’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione della Sacal, che ha posto termine alla fase dell’amministratore unico ed ha portato alla nomina del rappresentante del Comune di Lamezia Terme nel CdA.
Paola
“Aeroporto di Lamezia asset strategico importantissimo per la città e per la Calabria”, per il segretario del Pd cittadino Vittorio Paola, per il quale, “senza una visione strategica dello scalo lametino e senza un investimento importante sull’intermodalità, non può esserci nulla di concreto in Calabria sul piano dei trasporti, della logistica e del turismo. La Regione Calabria finora ha abbandonato a sé stesso l’aeroporto di Lamezia, sia perché Occhiuto ha preferito orientare tutto verso gli altri due scali calabresi, in particolare Reggio Calabria, sia per responsabilità dell’immobilismo delle amministrazioni comunali di centrodestra, Mascaro prima e fino ad oggi Murone. Giudicheremo la nuova governance dai fatti. Noi crediamo che l’aeroporto debba essere l’hub della città e S. Eufemia Lamezia debba inserirsi in questa visione come porta d'ingresso dell'intera Calabria, con un’urbanistica completamente rinnovata, eliminando le situazioni di degrado intorno alla stazione e rilanciando l’idea ancora attuale del collegamento tra la stazione e l’aeroporto”.
Muraca
“Non c’è nulla di campanilistico nel sostenere la centralità dell’aeroporto di Lamezia. La nascita della stessa Sacal si deve a politici (non lametini) ma che avevano chiara la visione di un aeroporto di grande respiro, che doveva avere una funzione regionale e nazionale”, ha affermato il presidente del Pd lametino ed ex vicepresidente SACAL Luigi Muraca, il quale, ricostruendo la vicenda gestionale dell’aeroporto degli ultimi anni, ha denunciato la progressiva perdita di potere dei territori, a cominciare dal Comune di Lamezia e degli altri soci fondatori, troppo arrendevoli nel confronto con la Regione e rinunciatari negli aumenti di capitale. Questo processo ha marginalizzato i soci fondatori ed ha aperto la strada all’amministratore unico (irrituale per una società a capitale pubblico) e alla centralizzazione del potere nelle mani del Presidente della Regione “con unico obiettivo: ottenere benefici elettorali a favore di sodali politici del suo partito, penalizzando lo scalo di Lamezia, su cui, in osservanza alle previsioni del DPR 201/2015, dovevano essere concentrati prioritariamente investimenti. È invece accaduto che, anche attraverso i finanziamenti a Ryanair, è stato privilegiato l'aeroporto reggino, senza alcun controllo ed in forme arbitrarie, soprattutto in prossimità delle elezioni comunali di Reggio Calabria.
Luigi Muraca ha denunciato anche l’atteggiamento “arrendevole delle amministrazioni comunali lametine di centrodestra, che non hanno difeso la storia e la reputazione istituzionale del primo azionista Comune di Lamezia, obbedendo prima ad Oliverio per la gestione unica dei 3 scali, poi fiancheggiando un'improvvida privatizzazione (legittimamente cassata da Occhiuto) e, quindi, dimostrandosi acriticamente pieghevoli ai disegni regionali. Altrettanto infingardo l'atteggiamemto degli esponenti lametini del partito di Occhiuto ai vari livelli, i quali, rimanendo genuflessi, non hanno impedito al Presidente errori evitabili ed hanno deluso i loro concittadini, anteponendo le logiche e le convenienze di partito agli interessi della città. Un’amministrazione comunale con un minimo di visione avrebbe fatto di tutto per sottoscrivere i vari aumenti di capitale, al fine di difendere il ruolo del Comune di Lamezia in una infrastruttura che dà dignità e sviluppo, storia e reputazione alla città della piana ed invece non si è fatto nulla, consentendo alla Regione di fare incetta di quote.
La gestione dell'amministratore unico Franchini è stata autoreferenziale, avulsa dal territorio, con cui non si è mai incontrato e confrontato con arroganza degna di miglior causa. Il ricorso sistematico alle esternalizzazioni ha fatto il resto, dai parcheggi alla gestione del personale, dalla security alla direzione dei lavori con una struttura Sacal che consentirebbe di gestire tutto in piena autonomia. Per non parlare delle politiche del personale, caratterizzate da licenziamenti revocati dalla magistratura ed un clima ostile per i "non allineati". Per noi lametini l’aeroporto non è più “casa nostra” come era un tempo, ogni qualvolta entriamo ci sembra di dover chiedere il permesso ad altri”. L’esponente democratico rilancia: “Lamezia, con il Dpr 201/2015, è stato inserito tra gli scali considerati strategici, posizione che non è stata attribuita ad aeroporti di città importanti come Genova, Bergamo, Verona, Trieste. Il Presidente Occhiuto deve rendersi conto che l’aeroporto di Lamezia è una delle poche realtà che non vede la Calabria collocarsi all’ultimo posto, questo è un fatto sensazionale ma lui, che si dichiara propenso a valorizzare le positività, non lo ha mai valorizzato, sempre preoccupato di non scontentare Reggio ed il suo bacino elettorale. Il nostro non è un discorso campanilistico ma la richiesta del riconoscimento del ruolo regionale del nostro aeroporto.
Gallello
Per il segretario provinciale del Pd Gregorio Gallello, “sulla questione degli aeroporti, il Pd provinciale farà una battaglia non campanilistica ma sui contenuti al contrario del centrodestra dell’area centrale della Calabria che sta anteponendo le logiche di partito alla tutela dei propri territori”.
Alecci
“La vicenda dell’aeroporto di Lamezia – ha concluso il capogruppo Pd in Consiglio Regionale Ernesto Alecci - dimostra ancora una volta la strategia del Presidente della Regione finalizzata ad accentrare tutto nelle proprie mani e creare clientele a vantaggio dei suoi amici “politici”. Lo ha fatto con Azienda Zero, con Arrical, lo sta facendo con gli aeroporti dove si sta aggirando la normativa sugli aiuti di Stato, versando circa 40milioni di euro a Ryanair in tre anni per “promuovere” l’immagine della Calabria. Ma Ryanair è diventata una società di promozione o svolge un'altra attività? Tutto questo, tra l’altro, avviene nell’ambito di un rapporto impari tra la regione e la società irlandese. Il Presidente celebra i grandi numeri di passeggeri ma vogliamo approfondire se si tratti di passeggeri in entrata o in uscita? Chiederemo di conoscere i dati reali sul numero di passeggeri che arrivano in Calabria attraverso i voli Ryanair per capire effettivamente l’impatto sulla nostra economia di questi voli”. Nessuna risposta, fino ad oggi, all’interrogazione che lo stesso Alecci ha presentato sulla situazione dei parcheggi allo scalo lametino. “L’aeroporto di Lamezia merita progetti ambiziosi”, ha concluso il consigliere regionale, rilanciando l’idea della metropolitana di superficie per collegare tutta l’area del catanzarese all’aeroporto di Lamezia.