Infiltrazioni mafiose nei comuni, focus della commissione antindrangheta: avviata una campagna di ascolto
L’organo di Palazzo Campanella presieduto da Marco Polimeni ha voluto incontrare Anci e il docente dell’Unical: «Necessità di sviluppare strumenti che non paralizzino la vita amministrativa»
L’approfondimento sugli enti locali commissariati a causa di infiltrazioni mafiose è stato il cuore della riunione della commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa presieduta da Marco Polimeni.
La discussione fra i componenti l’organismo consiliare di Palazzo Campanella è stata arricchita dalle audizioni del presidente facente funzioni di Anci Calabria, il sindaco di Gioia Tauro Simona Scarcella, e del professore di Diritto amministrativo all’Università della Calabria Renato Rolli.
«La scelta di ricevere il presidente dell’associazione dei Comuni calabresi e un professore universitario esperto di Diritto amministrativo antimafia è stata voluta per individuare, da due prospettive differenti ma parallele, i punti di forza e le criticità della normativa in materia», ha detto Polimeni.
«È una legge operativa da 35 anni che può e deve essere migliorata, soprattutto per incrementare la sua capacità di incidere in via preventiva, e non solo repressiva, anche riuscendo a sviluppare strumenti che evitino di bloccare completamente la vita amministrativa e democratica di un Ente locale nei casi in cui i reati connessi all’infiltrazione mafiosa non vengano confermati in sede processuale, com’è già successo.
È per questo motivo che abbiamo iniziato con i colleghi consiglieri, in modo bipartisan e assolutamente condiviso, una campagna di ascolto che aiuti la commissione a produrre proposte concrete che stimolino il dibattito e favoriscano interventi pure a livello nazionale».
Alla riunione della commissione hanno partecipato e sono intervenuti i consiglieri Giuseppe Falcomatà, Enzo Bruno, Antonio De Caprio, Daniela Iiriti e Giacomo Pietro Crinò.