Sezioni
28/08/2026 ore 10.50
Politica

Lamezia, Tallini attacca Murone: «Sindaco telecomandato, restituisca la parola agli elettori»

Dopo la revoca dell’assessora Amicarelli, il nuovo affondo di Futuro Nazionale. L’ex presidente del Consiglio regionale accusa il primo cittadino di aver sacrificato autonomia e accordi politici e contesta le scelte dell’amministrazione lametina

di Redazione Politica

La revoca della delega assessorile a Donatella Amicarelli, esponente di Futuro Nazionale, continua ad alimentare il confronto politico a Lamezia Terme ed in Calabria. Sulla decisione del sindaco Mario Murone interviene ora Domenico Tallini, già presidente del Consiglio regionale e referente del circolo di Futuro Nazionale di Catanzaro, che contesta duramente l’operato del primo cittadino della città lametina. Nel suo intervento Tallini accusa Murone di aver sacrificato l’autonomia politica dell’amministrazione cittadina e di aver disatteso gli equilibri che avevano contribuito alla sua elezione, arrivando a chiedere al sindaco di restituire la parola agli elettori.

«Prestandosi alla vendetta del sindaco di Reggio Calabria, anche a costo di ripudiare una componente che è stata decisiva per la sua elezione – afferma Tallini in una nota – , il sindaco Murone ha dimostrato di essere telecomandato e privo di quell’autorevolezza che richiederebbe, invece, la sua carica. Lamezia Terme, se vuole affermare il suo ruolo di città-guida dell’area centrale della Calabria, avrebbe bisogno di un sindaco forte, dotato di autonomia decisionale e soprattutto affidabile. Il tradimento nei confronti di un gruppo politico che ha concorso alla sua vittoria in maniera determinante è l’ultimo anello di un percorso fatto di ipocrisie, slealtà, mancato rispetto degli accordi». 

Lamezia, Futuro Nazionale contro Murone dopo la revoca dell'assessore Amicarelli: «Motivazioni risibili, non faremo sconti a nessuno»

«Nessuno dimentica che l’avvocato Murone – si legge ancora – , prima di essere candidato dal centrodestra, si era offerto al centrosinistra. E credo che nemmeno l’amico Giampaolo Bevilacqua – che io avrei ben visto come candidato sindaco unico del centrodestra – dimenticherà l’accordo sottoscritto prima del ballottaggio, alla presenza dell’on. Pino Galati, finito carta straccia per ordine del coordinatore regionale di FI Cannizzaro. Nemmeno i lametini possono dimenticare l’atteggiamento lassivo con cui Murone sta assecondando i disegni della Regione di depotenziare l’aeroporto di Lamezia Terme a favore di quello di Reggio e del futuro aeroporto di Sibari. Quando ci si presta alle vendette su ordinazione, in relazione a fatti che nulla c’entrano con gli interessi della città di Lamezia Terme e i suoi problemi, si mostra il vero volto del primo cittadino, quello di un sindaco al servizio dei poteri forti e non al servizio della città».

Centrodestra, la linea di Greco: «Con Vannacci, nessuna alleanza. Non per tattica, ma per cultura politica»

Ed ancora: «L’avvocato Murone dovrebbe prendere esempio dal sindaco di Crotone, Voce, che si è rifiutato, almeno per ora, di eseguire il diktat del duo Cannizzaro-Occhiuto, rivendicando la propria autonomia. Da oggi Lamezia Terme, ancora più di ieri, è governata da un sindaco debole, traballante, nelle mani dei poteri forti, piegato senza dignità ai voleri del sindaco di Reggio Calabria. Credo che l’esperienza negativa dell’avvocato Murone possa considerarsi conclusa, sia politicamente sia amministrativamente, anche se la sua vocazione ad ogni compromesso pur di mantenere la poltrona ci fa pensare che difficilmente avrà quello scatto di dignità, restituendo la parola agli elettori. Senza i tremila voti dell’on. Furgiuele e del suo gruppo oggi esponente di primo piano di Futuro Nazionale, l’avvocato Murone non sarebbe stato sindaco e ad indossare la fascia tricolore sarebbe l’on. Doris Lo Moro che alla luce di quanto sta accadendo sarebbe stato il male minore».