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16/04/2026 ore 12.40
Politica

Lucano all’Umg di Catanzaro, Enzo Bruno: «In ateneo anche Delmastro, non si possono usare due pesi e due misure»

Dopo la dura presa di posizione di esponenti di primo piano di Fdi, il commento del consigliere regionale sul seminario in programma oggi. «Le università luoghi vivi, non limitare il dialogo»

di Redazione

«C’è un punto che dovrebbe essere chiaro a tutti: l’università non è un luogo neutro perché silenzioso, ma perché aperto. Aperto al confronto, al pluralismo, alla complessità». È quanto afferma il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenendo nel dibattito scaturito attorno al seminario in programma all’Università Magna Graecia di Catanzaro dedicato all’esperienza di accoglienza di Riace.

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L’evento ha scatenato ieri la reazione di esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia che hanno bollato come inaccettabile l’iniziativa e puntato il dito contro la «deriva ideologica» dell’ateneo catanzarese. Sul caso interviene oggi il consigliere regionale Enzo Bruno.

«Stiamo parlando di un seminario, non di una celebrazione né di una presa di posizione politica – sottolinea – ma di un momento di analisi e riflessione critica su un caso di studio che, negli anni, ha alimentato un confronto ampio, anche acceso. È esattamente questo il compito dell’università: affrontare temi complessi senza semplificazioni e senza timori».

Il capogruppo di Tridico Presidente contesta le polemiche sollevate da esponenti di Fratelli d’Italia: «Le accuse di iniziativa “unilaterale” o addirittura di propaganda sono fuori luogo. Si confonde il confronto con l’adesione, l’ascolto con la condivisione. Invitare un relatore non significa sposarne le tesi, ma metterle a disposizione della comunità accademica per essere analizzate, discusse, anche contestate».

Bruno richiama quindi il principio dell’autonomia universitaria: «Se si comincia a stabilire chi può o non può parlare in un’università sulla base dell’appartenenza politica o delle idee espresse, si svuota l’università della sua funzione più profonda. Il problema non è Mimmo Lucano, ma il principio che si vuole mettere in discussione».

E aggiunge: «È utile ricordare che l’Università Magna Graecia ha sempre ospitato voci diverse. È accaduto anche con esponenti dell’attuale maggioranza di governo, come il sottosegretario Delmastro, intervenuto in occasione di iniziative sul referendum. In quel caso nessuno ha sollevato dubbi sulla neutralità dell’ateneo. Non si possono usare due pesi e due misure».

Per Bruno, l’esperienza di Riace rappresenta comunque un tema legittimo di studio: «Al di là delle valutazioni politiche, si tratta di un’esperienza concreta che ha inciso su dinamiche sociali e demografiche del territorio. Analizzarla in un contesto accademico non significa promuoverla, ma studiarla. Ed è esattamente ciò che deve fare un’università».

Il consigliere Bruno ricorda anche precedenti momenti di confronto sul territorio: «Lo stesso Mimmo Lucano è stato ospite, in passato, in contesti istituzionali senza che questo generasse scandalo. Quando ero presidente della Provincia, fu invitato alla giornata inaugurale di “Settembre al Parco”, proprio per favorire un confronto aperto su temi complessi».

Infine, Bruno ribadisce il valore del dibattito: «Le università non devono essere luoghi rassicuranti, ma spazi vivi, dove le idee si confrontano anche duramente. È così che si formano coscienze critiche. Ridurre tutto a una polemica politica significa non cogliere il senso di queste iniziative».

«Difendere l’università – conclude – significa difendere la sua libertà. Non limitando il confronto, ma ampliandolo. Non chiudendo le porte, ma aprendole. Perché è così che si costruisce conoscenza e si formano cittadini davvero liberi».