Marcello Furriolo: «Io e Catanzaro passando da Pasolini a Trump, da Meloni ad Abramo, in metrò con Fiorita fino al “mio” Politeama»
Intervista a tutto tondo con un ex sindaco ma soprattutto un intellettuale, protagonista di profondi cambiamenti per il Capoluogo di regione poi svilito dalla tripartizione provinciale
Marcello Furriolo ha una lunga esperienza politica cominciata da giovanissimo, quando agli inizi degli anni 60, lui ed alcuni giovani affamati di politica e di cultura, tra cui Gianni Amelio, Piero Bevilacqua, Carlo Scalfaro, Franco Politano, Franco Santopolo e Nicola Ventura crearono un cineclub intitolato a “Piero Gobetti” e, soprattutto, un giornale dal titolo pretenzioso e visionario “Il Manifesto”. Era il 1963 quando incontrarono a Catanzaro Pier Paolo Pasolini, insieme a Elsa Morante in Calabria per girare il capolavoro “Il Vangelo secondo Matteo” e Furriolo azzardò una intervista al maestro, pubblicata sul Manifesto, che rimane forse l’unica l’intervista rilasciata in Calabria dal “poeta corsaro”.
Mancato architetto, si laurea in Giurisprudenza e avvia con discreto successo la professione forense. Ma è la politica che lo impegna prioritariamente, con ruoli centrali all’interno della Democrazia Cristiana. Nel 1982, abbastanza giovane, viene eletto Sindaco di Catanzaro, rimanendo alla guida del capoluogo di regione fino al 1993, con una breve parentesi alla Presidenza dell’ospedale Pugliese di Catanzaro. Sotto la sua gestione vengono realizzate le più importanti opere pubbliche, che ancora identificano Catanzaro, dal Teatro Politeama, al Complesso Monumentale del San Giovanni, alla Piazza Matteotti, al nuovo Palazzo di Giustizia e ha dato la cittadinanza onoraria al Premio Nobel Renato Dulbecco e a Saverio Strati.
Fu lui il 6 ottobre 1984 a ricevere in città Papa Giovanni Paolo II in occasione della storica visita in Calabria.
Ha lasciato l’impegno politico diretto, ma ha maturato ulteriori significative esperienze alla Direzione dell’Avvocatura regionale, alla guida delle ASP di Paola, Reggio Calabria e Crotone. Ha dato una svolta
significativa all’attività del Teatro Politeama da Direttore Generale, dando vita alla memorabile stagione de “La Musica per il Cinema” con l’eccezionale collaborazione del mitico Maestro Ennio Morricone, portando a Catanzaro i più famosi premi Oscar da Piovani a Sakamoto, a Newman a
Riz Ortolani.
Oggi divide il suo tempo tra il lavoro in sanità, il piacere per la scrittura, non facendo mancare le sue opinioni sulla politica e sulla cultura e la passione sfrenata per i libri, che occupano la sua vita, ma soprattutto tutti gli angoli della sua casa al centro di Catanzaro.
Insalata ‘mista’
Avvocato Furriolo, eviterei di fare paragoni impossibili con modi e contingenze amministrative di tanti anni fa. Però ad uno che la politica l’ha sempre seguita (oltre ad averla predicata ed attuata) chiediamo cosa avrebbe voluto a disposizione ai tempi dei suoi mandati di sindaco che oggi i suoi colleghi invece hanno; e cosa invece oggi i primi cittadini potrebbero rimpiangere di quegli ambienti.
«Non sono un grande assertore dell’elezione diretta del Sindaco, come del Presidente della Giunta regionale, tenuto conto dell’estrema fragilità della nostra giovane democrazia e delle istituzioni locali; però devo ammettere che se fossi stato eletto direttamente dal popolo, avrei concluso diversamente la mia esperienza di Sindaco. I Primi cittadini odierni dovrebbero rimpiangere la mancanza dei Partiti. A Catanzaro ormai non esistono maggioranze politiche e le decisioni più importanti il Consiglio le assume grazie al voto determinante del “gruppo misto”: dalla localizzazione del Nuovo Ospedale al cambio di destinazione di un’area nevralgica a Giovino da impianti sportivi in residenze private».
Sanità peggio delle bombe
L’economia nazionale ed internazionale paga ancora oggi le grandi piaghe degli ultimi 5 anni: la pandemia prima, poi il conflitto russo-ucraino ed ora quello Usa-Iran con la chiusura di Hormutz. Tra i postumi dell’emergenza sanitaria, la paura delle bombe oltre Adriatico e l’impennata dei prezzi energetici di quale problema l’Italia soffre maggiormente?
«Sicuramente la Sanità, con tutti gli squilibri creati dalle politiche di riparto delle risorse finanziarie sulla base della spesa storica e non dei Livelli essenziali delle prestazioni e dei bisogni dei territori. E la mancanza di lavoro che rende più odiose le disuguaglianze e i divari territoriali e costituisce il terreno fertile per il populismo e per la fuga dei giovani che reclamano il diritto a un futuro diverso».
Europa debole, Trump ne approfitta
I rapporti tra America ed Europa non sono mai stati così tesi negli ultimi secoli e lo strappo con la premier italiana è un incredibile unicum per i modi in cui è maturato. Qual è l’atteggiamento secondo lei più opportuno per contenere l’ “esuberanza” di Trump senza danneggiare l’import export?
«La vera capacità di un politico si misura proprio dalla qualità della sua azione in politica estera. Dal dopoguerra l’Italia ha saputo mantenere una condizione di pace e di sicurezza per la sua linea politica atlantista, ispirata e portata avanti da figure di politici e statisti come De Gasperi, Nenni, Fanfani, Andreotti, Cossiga e Craxi, mettendo sempre al centro il rapporto con gli USA. Meloni ha cercato di assumere un ruolo internazionale più tattico che strategico, subendo anche le spinte di una sinistra, che proprio sulla politica estera non vanta tradizioni rassicuranti. Un personaggio controverso come Trump, ha saputo sfruttare spregiudicatamente le debolezze e le divisioni dell’ Europa»
Siamo “squilibrati”
La politica italiana è uno scenario confuso, per quanto si sforzi di sembrare coerente. All’interno delle coalizioni si consumano attriti e rivalità che rientrano solo al momento di qualche consultazione elettorale. Chi la convince maggiormente in questa fase: un centrosinistra sempre ad un passo dal poter insidiare seriamente gli avversari? O il centrodestra che con il più lungo premierato a settembre camuffa e supera i veleni fra i vari partiti, uno dei quali sempre più estremista?
«Premesso che ero e rimango democristiano devo dire che l’attuale scenario politico non è per nulla rassicurante. Il centrosinistra affida le proprie chances di successo agli estremismi di AVS e al populismo di ultima generazione di Conte senza una sola idea di come cambiare il Paese. La destra, malgrado i record di governabilità, anche se la stabilità non è un canone politico, e le capacità politiche di Giorgia Meloni, ha un futuro che dipende da Vannacci, l’uomo del “Mondo al contrario”. Il recupero della politica in Italia passa dalla costruzione di un’ area liberal democratica, che faccia da equilibrio tra gli estremismi di destra e di sinistra.
Certezze e perplessità
In Calabria ora, dove Occhiuto ha ripreso il comando dopola mission impossible tentata da Tridico. Sanità, lavoro, turismo, legalità, ambiente: dia un voto al lavoro del governatore in questi settori.
«Ho stima del Presidente Occhiuto anche per la comune militanza democristiana. Devo dire che ha dato una sua impronta personale alla gestione di una regione complessa, in cui pesa non solo il divario cronico con il resto del paese, che non si colma senza una presa in carico a livello nazionale. Occhiuto ha saputo lavorare per cercare di cambiare il racconto che si fa della Calabria e dei pregiudizi
che l’accompagnano. Nella totale assenza di un’ opposizione incapace di offrire un modello alternativo. In Sanità ancora manca la svolta vera, e non basta uscire dal Commissariamento, ma occorre mettere in moto un piano strategico partendo dalla governance dal Dipartimento ad Azienda Zero, alle ASP, ad una ridefinizione della rete ospedaliera e territoriale, coinvolgendo le migliori risorse pubbliche e private per aggredire decisamente la migrazione sanitaria. Resto molto perplesso sulla politica culturale e sulla reale capacità della Fondazione Film Commission di cambiare il ruolo della Calabria e la sua immagine utilizzando il grande strumento della comunicazione, del cinema e del video»
Eppur si muove
Nei trasporti si muovono progetti e cantieri della 106, si riparla dell’Alta velocità fino a Reggio, si blocca d’autorità il progetto ponte sullo stretto. E’ la vittoria del “prima le strade ordinarie”?
«Rompere l’isolamento storico della Calabria con il resto del Paese e tra le diverse e contrastanti realtà regionali costituisce assieme al lavoro, l’emergenza più grave di questa terra. Si registrano alcune positività nel rilancio degli aeroporti e nei programmi per la 106, ma il vero problema è costituito dagli equivoci e dalle omissioni che contraddistinguono il programma economico e progettuale dell’Alta velocità, che rischia di diventare l’ennesima promessa irrealizzata e la riprova della scarsa qualità e della credibilità della nostra classe politica e dirigente nel confronto nazionale»
Scossoni di complicità
Catanzaro, il suo ruolo, la sua decadenza in parte fisiologica in parte indotta. Cosa rivendica, cosa non rifarebbe. Cosa significherà la Metro, dove farebbe sorgere il nuovo ospedale, l'Umg a Germaneto è stato un bel colpo o un trappolone?
«Catanzaro costituisce l’esempio di quanto il ruolo e la qualità della classe politica e dirigente determini lo sviluppo sociale economico e culturale di una comunità. Ci sono delle date precise in cui si è deciso il destino della nostra Città. Agli inizi degli anni anni 90 con la falsa rivoluzione di Tangentopoli, che ha azzerato la classe dirigente dei maggiori Partiti di massa, Democrazia Cristiana e Partito Socialista e, nel 1992 quando il Parlamento, con il voto di tutti i parlamentari calabresi e anche catanzaresi, ha istituito le nuove Province di Vibo Valentia e Crotone, decretando la tripartizione della vecchia Provincia di Catanzaro. La crisi di Catanzaro e il progressivo decadimento del proprio ruolo ha una matrice politica, ma anche sociale con il declino contestuale della vecchia borghesia illuminata fatta da professionisti, avvocati, medici, ingegneri, alta burocrazia, che costituiva l’elemento differenziale del capoluogo di regione.
La Metropolitana certamente potrà migliorare la mobilità interna, anche se questo progetto ha eliminato la realizzazione dei parcheggi alle varie stazioni previste dal primo progetto di Metropolitana leggera. La scelta dell’Università a Germaneto, votata dal Consiglio Comunale, era legato al rafforzamento dell’area centrale della Calabria prima della tripartizione della Provincia. La politica ha lasciato l’ UMG nel suo splendido isolamento in cui cresce solo la fuga dei giovani».
Il Pantheon di Catanzaro
L'intellighenzia del capoluogo piange tanti illustri personaggi che la legge del tempo ha consegnato alla memoria. Chi sono i tre - di qualsiasi settore - meritevoli del suo podio personale?
«Ogni tanto penso ad un piccolo Pantheon in cui collocare gli uomini che hanno dato lustro alla città. Mi sentirei di inserire figure come il Presidente Salvatore Blasco, benemerito Magistrato che può considerarsi il vero padre della creazione dell’Università di Catanzaro, trovando un valido supporto in politici illuminati come Ernesto Pucci ed Elio Tiriolo, e interpretando il ruolo di Magistrato in modo esemplare, facendo dell’Autonomia e dell’ Indipendenza i principi cardine per garantire il giusto processo e le garanzie del cittadino. E poi, con un vezzo personale, ricorderei il Primo Sindaco del dopoguerra l’avv. Giovanni Santacroce Correale. Socialista, che mi ha battezzato».
Sbagli a destra ed a manca
Oggi Fiorita avanza zoppicando verso la fine legislatura; ieri Abramo per 4 mandati sembrava onnipotente. Spesso tra cdx e csx non ci sono confini e gli ideali rischiano di sparire. Mancano le idee o gli uomini/le donne che le attuino?
«Abbiamo parlato prima della specificità della situazione di Catanzaro in cui Abramo prima e per lungo tempo ha privilegiato una visione ragionieristica dell’amministrazione, contribuendo al declassamento della politica nella vita pubblica. Fiorita ha ampliato questo vuoto lasciandolo al libero gioco dei consiglieri comunali legati ai localismi particolari e ai poteri esterni».
La visione giusta
Un suo progetto pratico, un consiglio politico ed un ammonimento romantico agli amministratori attuali e della Catanzaro che verrà.
«Ho mille suggestioni, ma non quella di poter dare consigli agli attuali o ai futuri amministratori. Anche perché sanno molto bene sbagliare da soli...
Credo però che la città debba darsi una visione aggiornata del proprio ruolo in Calabria. Quando il Comune di Catanzaro riusciva a svolgere un ruolo al servizio dell’intera Calabria, il Sindaco di Catanzaro era interlocutore privilegiato della Regione, ma anche del Governo per il tramite di politici come Misasi, Mancini e Pujia. Oggi si è tornati al vecchio campanilismo e si impreca contro Occhiuto per Unical e, forse domani, contro Cannizzaro per Reggio Calabria, Mentre è tempo ripensare in grande per ridare un motivo credibile per riabitare Catanzaro e le sue straordinarie atmosfere».