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14/05/2026 ore 06.15
Politica

Montepaone, è sfida contro l’astensionismo: il rebus del quorum che può aprire le porte al commissario prefettizio

A seguito dell'esclusione della lista "Montepaone col Sole", la competizione elettorale del 24 e 25 maggio vede in campo una sola formazione: "Montepaone Riparte". Per scongiurare il commissariamento è indispensabile che almeno il 40% degli elettori si rechi alle urne

di Elisa Bruno

Le prossime elezioni comunali a Montepaone si avvicinano e il vero avversario non è un contendente politico, ma lo spettro del Commissario Prefettizio. A seguito dell'esclusione della lista "Montepaone col Sole", la competizione elettorale del 24 e 25 maggio vede in campo una sola formazione: "Montepaone Riparte", guidata dal sindaco uscente Mario Migliarese. Tuttavia, l'assenza di sfidanti non garantisce la vittoria, anzi, rende il rischio di un vuoto amministrativo più concreto che mai.

Il nodo del Quorum: i numeri che decideranno il futuro di Montepaone

In presenza di una lista unica, la normativa elettorale è chiara e stringente. Per scongiurare il commissariamento, è indispensabile superare due soglie cruciali:

Quorum Strutturale: È necessario che almeno il 40% degli elettori (esclusi i residenti all'estero - AIRE - che non partecipano al voto) si rechi alle urne.

Quorum Funzionale: La lista in gara deve ottenere almeno il 50% dei voti validi (escludendo schede bianche e nulle). Il mancato raggiungimento anche di uno solo di questi parametri comporterebbe l'annullamento delle elezioni. La conseguenza diretta sarebbe un anno di gestione straordinaria affidata a un funzionario statale, con il blocco di ogni iniziativa politica e amministrativa fino al 2027.

Le voci dei cittadini: tra preoccupazione e senso civico

La situazione genera dibattito e apprensione tra gli abitanti di Montepaone. «Non è una bella situazione, speravamo in una competizione vera», commenta una residente storica, residente da oltre trent'anni. «Però, adesso, la priorità è andare a votare. Non possiamo permetterci di far commissariare il paese, sarebbe un disastro per tutti, specialmente per i giovani». Anche un commerciante locale esprime preoccupazione: «Un anno senza un'amministrazione eletta significa stop a tutto. Abbiamo bisogno di certezze, di progetti che vadano avanti, non di un blocco. Spero che la gente capisca l'importanza di questo voto, al di là delle simpatie politiche».

I danni del Commissariamento per la comunità

L'idea che un Commissario Prefettizio rappresenti una soluzione "neutra" è spesso fuorviante. La realtà è ben diversa: un Comune commissariato entra in una fase di mera ordinaria amministrazione, con gravi ripercussioni:

Stop alla programmazione: Nessun nuovo investimento o progetto a lungo termine potrà essere avviato.

PNRR a rischio: In un periodo cruciale per l'accesso ai fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l'assenza di una giunta politica può tradursi in opportunità mancate per il territorio.

Distacco dai cittadini: Viene a mancare un interlocutore diretto e sensibile alle esigenze quotidiane dei quartieri e delle famiglie.

Un voto di responsabilità, oltre le fazioni

La situazione attuale non richiede una scelta tra diverse fazioni politiche, ma un atto di responsabilità collettiva per il bene di Montepaone. L'astensionismo, in questo contesto, non può essere interpretato come una forma di protesta, ma come un gesto che rischia di danneggiare profondamente la comunità stessa. Recarsi alle urne il 24 e 25 maggio è un esercizio di cittadinanza attiva. Significa voler mantenere il governo del paese nelle mani di chi lo vive quotidianamente, evitando che il Comune si trasformi in una macchina burocratica fredda e distante. Montepaone si gioca il suo futuro: esercitare il diritto di voto è l'unico modo per non veder commissariata la speranza di un progresso condiviso.