«Oggi la piccola fiammella del cambiamento brilla ancora», il commento di Fiorita dopo la debacle della raccolta firme per la sfiducia
«Non ho vinto, non ha vinto nessuno, ha solo perso Catanzaro. Sempre più indebolita da chi intende la politica come scontro tra fazioni, come lotta per il potere fine a sé stesso»
Come annunciato nei giorni scorsi, l’appuntamento settimanale con i pensieri social del sindaco Fiorita è stato spostato dalla domenica alla giornata di oggi. Il motivo? la raccolta firme per sfiduciare il primo cittadino e riportare alle urne la città non è andata a buon fine entro la data utile a tornare al voto entro tre mesi: ovvero, ieri, 25 febbraio. Si sono fermati a 15 i consiglieri comunali che hanno formalizzato le dimissioni. Ecco il commento del sindaco: «Nel suo ultimo Consiglio comunale, dopo la sua elezione al Consiglio regionale e prima di annunciare le dimissioni da consigliere comunale, Marco Polimeni – scrive Fiorita – aveva tratteggiato l’apertura di una fase di opposizione costruttiva e di collaborazione su alcuni dossier strategici per la città. Dopo una manciata di settimane Forza Italia, il suo partito, ha cercato di conseguire lo scioglimento del comune – con relativo commissariamento – promuovendo le famose dimissioni dal notaio, senza che un atto così dirompente fosse supportato da una qualsivoglia motivazione politica.
Non ho commentato e non commenterò questa strategia – è compito che tocca agli analisti politici e non al sindaco – ma vorrei introdurre nel dibattito pubblico alcune prime e minime considerazioni.
La coalizione di centro destra guidata da Valerio Donato ha eletto 19 consiglieri comunali, la possibilità di dimettersi e di interrompere la stagione del cambiamento c’era dal primo giorno (come aveva promesso lo stesso Polimeni), c’era un anno fa (quando pure ci provarono) e ci sarà anche da domani. Il continuo fallimento di questo ricatto a chi governa legittimamente ripropone ogni volta la debolezza politica e la famelica voglia di potere di chi lo agita. Ma la sconfitta di questo disegno non è la mia vittoria. Non ho vinto, non ha vinto nessuno, ha solo perso Catanzaro. Sempre più indebolita da chi intende la politica come scontro tra fazioni, come lotta per il potere fine a sé stesso. In ogni caso, il fallimento della congiura apre una nuova fase politica che – come hanno scritto acutamente diversi commentatori – consente ancora di segnare questa consiliatura come quella della svolta epocale e non solo del cambio di direzione. Perché ciò accada occorre sicuramente uno sforzo ulteriore da parte di chi amministra, principalmente per riattivare quella partecipazione diffusa della cittadinanza in ordine alle scelte strategiche che ci attendono, ma occorre anche uno sforzo corale che trasformi il Consiglio comunale, e i suoi interpreti, in un organo capace di tracciare la linea della ripresa economica della città, del sostegno al piccolo commercio, del rilancio duraturo del centro storico, della implementazione della vocazione turistica e marinara del territorio, delle scelte su ospedale, governo del territorio, periferie degradate, isola pedonale. Chi non crede nella possibilità di ingaggiare queste sfide – o non ne è interessato – potrebbe davvero dimettersi, come feci io giusto sei anni fa, quando ritenni che il Consiglio comunale di cui facevo parte non fosse più in grado di esprimere un’azione positiva per la città. Perché, diciamocelo francamente, le persone serie le dimissioni non le annunciano: le danno.
Infine, echeggia ancora la voce stonata di alcuni consiglieri che esprimono la volontà di ricostruire il centro sinistra catanzarese e lo fanno firmando con il centro destra. A parte che, ricordiamoci anche questo, il centro sinistra ha trionfato alle ultime elezioni comunali dopo tante e tante sconfitte, mi pare evidente che il centro sinistra si rafforza stando nel e con il centro sinistra e non stando e firmando con il centro destra.
Oggi, 25 febbraio la piccola fiammella del cambiamento brilla ancora. L’abbiamo accesa qualche anno fa nelle strade e tra la gente, l’abbiamo condotta fin dentro Palazzo De Nobili, l’abbiamo custodita e protetta da chi voleva tornare al passato, da chi dice che di cambiamento ce ne è stato troppo poco perché, in realtà, di cambiamento non ne vuole affatto. Davanti a noi si apre un anno e mezzo intrigante, il tempo a disposizione perché quella piccola fiammella diventi l’incendio che abbiamo sempre atteso. Tocca a noi, a chi ci crede, a tutti coloro che vogliono una Catanzaro più forte e più giusta. Noi riaccendiamo i motori, voi riaccendete i cuori».
FAZZARI
Anche questa è andata. Ci sono voluti tre anni, decine di riunioni, mille telefonate, un po’ di rabbia e tanta determinazione per superare gli intoppi burocratici, gli errori del passato e le lunghezze procedurali. Ma adesso Palazzo Fazzari è aperto, restituito alla città nella sua bellezza e nella sua potenza storica ed affidato ai giovani, agli studenti universitari che verranno ad abitare nella casa dello studente in via di ultimazione proprio alla fine di Corso Mazzini. Quegli studenti che al campus ci potranno andare con le navette che – dopo venti anni di attesa vana – partiranno il primo aprile. So che non esiste un attrezzo che consenta di misurare il cambiamento. Se è tanto, poco o abbastanza devono dirlo i cittadini. Magari guardando le finestre di Palazzo Fazzari finalmente illuminate.
VIA CARLO V
Venerdì i vigili del fuoco accertano e ci comunicano la pericolosità di un immobile privato sito in Via Carlo V. In appena 4 giorni – sabato e domenica compresi – abbiamo chiuso la strada, abbiamo diffidato i proprietari, abbiamo acquisito un computo metrico, abbiamo trovato le risorse necessarie, abbiamo predisposto un piano alternativo del traffico con l’inversione del senso di marcia di Viale dei Normanni, abbiamo adottato un’ordinanza di demolizione, abbiamo affidato i lavori e oggi demoliamo l’immobile. Quelli che ci mettevano mesi o anni a fare (male) le cose gridano rabbiosi che siamo incapaci. E’ vero, anche questa volta siamo stati incapaci. Come con il ciclone Harry.
QUALCHE PICCOLO EVENTO
E forse serve anche ricordare quello che accade nella nostra città e che spesso viene seppellito da polemiche inutili e quintalate di fango. Nell’ultimo fine settimana abbiamo ospitato una bellissima e partecipatissima gara di moto cross a Giovino, abbiamo vissuto un pomeriggio di festa e solidarietà nel quartiere marinaro, abbiamo condiviso due giorni di cultura e fratellanza con duecento ragazzi greci e con i loro accompagnatori, abbiamo festeggiato il carnevale in Villa Margherita. Sicuramente dimentico qualcosa, ma sicuramente non dimentico come era Catanzaro qualche anno fa.
DON MIMMO
Sabato sarà la giornata di Don Mimmo Battaglia. Il prete degli ultimi, il sacerdote di strada divenuto cardinale riceverà la cittadinanza onoraria nella sala consiliare. Per la pace, per la giustizia sociale, per gli umili e per l’umiltà di chi sa coltivare – ognuno con le sue parole, ognuno con i suoi modi – l’umanità in ogni luogo e in ogni tempo. Sarà una mattinata bellissima.