Costanzo: «Per la candidatura a sindaco di Catanzaro, se non c’è Wanda Ferro si facciano le primarie. E io ci sono»
Il consigliere comunale del capoluogo si dice pronto a sottoporsi al giudizio popolare, certo di potere rappresentare le istanze di centinaia di cittadini che in questi giorni lo stanno invitando a rompere gli indugi
«l centrodestra rischia di arrivare alle elezioni della prossima primavera in uno stato confusionale addirittura superiore a quello di cinque anni fa e favorire così un’immeritata riconferma del peggiore governo cittadino che la storia ricordi. La notizia “ufficiosa” della possibile investitura a candidato sindaco del dottor Aldo Ferrara, presidente di Confindustria e persona indubbiamente preparata, sembra non avere scaldato i cuori, a conferma che il metodo della scelta verticistica e staccata dal territorio non funziona –. Così in una nota il consigliere comunale Sergio Costanzo -.C’è una sola personalità a Catanzaro che, per autorevolezza ed esperienza, metterebbe tutti d’accordo e si tratta dell’on. Wanda Ferro, attuale sottosegretario di Stato, di fronte alla quale ci toglieremmo il cappello. Per il resto, assistiamo al solito “carosello” di autocandidature e di finte o strategiche “disponibilità”. Se l’on. Ferro non fosse disponibile per sue autonome valutazioni, ci resterebbe una sola strada per mettere in campo la candidatura più in sintonia con la città e i cittadini: le primarie di coalizione. Mettendosi in discussione, senza paracadute e investiture dall’alto, ogni potenziale candidato potrà sottoporsi al giudizio degli elettori. Parlo di primarie aperte, senza limitazione di candidature, in modo che tutti coloro che hanno l’aspirazione di guidare la città possano farsi conoscere e proporre le loro soluzioni per la città. E’ un modo per verificare il grado di consenso di ciascuno. In questo quadro, non avrei esitazioni a proporre la mia candidatura, sottoponendomi al giudizio popolare, certo di potere rappresentare le istanze di centinaia di cittadini che in questi giorni mi stanno invitando a rompere gli indugi. Sono certo che anche tutti gli altri aspiranti candidati sindaci del centrodestra non avranno alcuna difficoltà nel misurarsi in una competizione democratica in cui la volontà dei cittadini sarà più forte degli accordi nei salotti romani. Resta inteso che i candidati perdenti dovranno mettersi al servizio del progetto politico del vincente. Non ci vuole molto per stabilire le regole e per allestire i seggi. Con questo metodo, già a gennaio potremmo avere un candidato condiviso e radicato, pronto ad assumere la guida della città dopo il buio quinquennio di Fiorita. Se anche questa occasione sarà persa, non ci si lamenti se ci sarà un “tana, liberi tutti”».