Rsu del Comune stigmatizza le dichiarazioni del consigliere Riccio: «I lavoratori non sono categorie antagoniste»
Per il sindacato, il consigliere comunale «nel dichiarato intento di difendere i lavoratori di una società partecipata, ha finito per colpire e denigrare i dipendenti comunali»
La RSU del Comune di Catanzaro ritiene doveroso intervenire a seguito delle dichiarazioni pubbliche rese dal Consigliere comunale Eugenio Riccio nel corso di un recente intervento, dichiarazioni che, nel dichiarato intento di difendere i lavoratori di una società partecipata, hanno finito per colpire e denigrare i dipendenti comunali.
La RSU intende chiarirlo subito, senza ambiguità: i lavoratori non sono categorie antagoniste, né possono essere utilizzati come strumenti retorici per costruire contrapposizioni artificiali. I dipendenti della società partecipata e i dipendenti comunali svolgono funzioni diverse, spesso complementari, e concorrono — ciascuno nel proprio ambito — al perseguimento dell’interesse pubblico. Difendere gli uni non implica, né può giustificare, l’offesa degli altri. Ciò premesso, desta profondo sconcerto il passaggio conclusivo dell’intervento in questione, nel quale il Consigliere, dopo aver richiamato interlocuzioni con il Governo, ha affermato testualmente: “Lei Sindaco ha delle interlocuzioni addirittura col Governo per cercare di risolvere questo problema (…) e che vengano assunti e diventino dipendenti comunali, visto che lo meritano molto di più rispetto a chi oggi è dipendente comunale a tutti gli effetti.”
Ora, la RSU ritiene che questa affermazione non abbia bisogno di particolari commenti, ma di una attenta rilettura. Non solo perché essa introduce una graduatoria morale del merito tra lavoratori, concetto che non appartiene né al diritto del lavoro né alla cultura istituzionale, ma soprattutto perché tradisce una idea profondamente distorta del ruolo dell’Amministrazione pubblica: quella per cui i dipendenti comunali diventano una categoria da sminuire per rafforzare una tesi diversa, estranea al loro operato.
Se l’obiettivo era sostenere una prospettiva occupazionale, il risultato è stato quello di delegittimare chi già lavora quotidianamente per l’Ente, spesso con titoli di studio, responsabilità e carichi di lavoro che non necessitano di confronti impropri per essere riconosciuti.
Se l’intento era difendere dei lavoratori, l’esito è stato — oggettivamente — una contrapposizione
maldestra, che finisce per colpire chi non c’entra nulla. La RSU non mette in discussione il valore dei lavoratori della società partecipata, né le legittime aspirazioni occupazionali. Al contrario: proprio perché il lavoro merita rispetto, non può essere difeso attraverso l’umiliazione di altro lavoro. La solidarietà non si costruisce per sottrazione, né per confronto svalutativo. Ed è qui che si consuma lo strafalcione istituzionale: non linguistico, ma concettuale. Perché affermare
che qualcuno “merita molto di più” rispetto a chi è già dipendente comunale, significa: ignorare il
principio di imparzialità e uguaglianza che governa l’accesso al pubblico impiego; ridurre il lavoro
pubblico a una comparsa utile a sostenere un discorso politico; scivolare in una narrazione che non eleva nessuno e danneggia tutti.
La RSU, pertanto: stigmatizza con fermezza le dichiarazioni che denigrano i dipendenti comunali,
trasformandoli in bersaglio retorico di un confronto che dovrebbe rimanere su tutt’altro piano; chiede al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale di richiamare tutti i rappresentanti istituzionali a un linguaggio rispettoso e coerente con il ruolo ricoperto; invita il Consigliere autore delle dichiarazioni a una rettifica pubblica, chiarendo che la difesa di una categoria di lavoratori non implica — né può implicare — la delegittimazione di un’altra.
Conclude la RSU con un auspicio che dovrebbe essere condiviso da tutti: che il dibattito pubblico torni a essere luogo di confronto serio e non di semplificazioni grossolane; che il lavoro venga tutelato senza graduatorie offensive; e che, soprattutto, chi parla a nome delle istituzioni ricordi che i dipendenti comunali non sono un espediente retorico, ma persone, professionalità e pilastri dell’Amministrazione.
La R.S.U. all’unanimità
Il coordinatore RSU
Antonio Luca Torchia