Sfiducia al sindaco, Tallini sferza maggioranza e opposizione: «Molte incoerenze, incongruenze e limiti politici»
L’ex presidente del Consiglio regionale esprime un giudizio sulla “partita a scacchi” che si sta giocando a Palazzo De Nobili: «Due facce del caos politico-amministrativo che sta facendo pagare prezzi altissimi alla città»
«Catanzaro attraversa un momento molto delicato che la debole politica cittadina – di centrodestra e di centrosinistra – fatica ad interpretare, allontanandosi sempre di più dai cittadini e dai loro bisogni». Lo si legge in una nota diffusa dall’ex presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, in relazione alle 15 firme depositate dal notaio da parte di altrettanti consiglieri che hanno sfiduciato il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita.
Secondo Tallini: «La “partita a scacchi”, come l’ha definita il giornalista Filippo Veltri, che si sta giocando sul capoluogo di regione, sembra disinteressarsi totalmente di questioni vitali come la ricostruzione del quartiere Lido devastato dal ciclone Harry, come la gravissima crisi della Catanzaro Servizi che mette a repentaglio centinaia di posti di lavoro, come le scadenze legate all’appalto del nuovo stadio.
Premetto di non essere molto interessato all’esito della “partita a scacchi”, poiché intravedo in entrambi i giocatori molte incoerenze, incongruenze, limiti politici, il tutto condito da smodate ambizioni personali, altrettanto smodati rancori e desideri di vendetta covati per quattro anni.
Nessuno si faccia illusioni. Da questa “partita a scacchi” nessuno risulterà vincitore, sia che a dare “scacco matto” siano i consiglieri promotori dello scioglimento (attenzione, dico consiglieri e non partiti, perché nel centrodestra non si discute a livello partitico da anni), sia che sia un sindaco che non ha saputo capitalizzare la sua larga vittoria con 60% ed ha rinunciato ad ingaggiare battaglie per le sua città.
Devo solo ricordare di essere stato solo sia nella difesa dell’ospedale “Pugliese” e anche nella recente vicenda dell’impianto di trattamento rifiuti di Alli. Personalmente non considero l’esperienza di Fiorita totalmente negativa e non ne discuto l’impegno e l’amore per la città. Devo anche riconoscergli di avere saputo gestire bene, e non era facile, l’emergenza maltempo, evitando che ci fossero vittime.
Essendo stato eletto, inoltre, con il 60% dei voti al ballottaggio sarebbe stato giusto, a mio avviso e per il rispetto degli elettori, farlo giudicare dagli stessi alla fine del mandato.Da questa vicenda però tutti usciranno sconfitti e la città piomberà, sia in un caso sia nell’altro, in un caos politico che avrà effetti nefasti sia nel breve (ricostruzione Lido, crisi Catanzaro Servizi, appalto del Ceravolo), sia medio-lungo termine (alto tasso di litigiosità tra i partiti e all’interno degli stessi partiti).
Qualcuno, tra i promotori dello scioglimento anticipato, sta anche sottovalutando l’automatica esclusione della rappresentanza di Catanzaro dal Consiglio provinciale che sarà eletto a marzo. E’ vero, la Provincia non ha più l’importanza di un tempo, ma mantiene sempre deleghe di un certo rilievo, come la viabilità, le scuole secondarie, il territorio e l’ambiente. Senza rappresentanza catanzarese, chi garantirà i legittimi diritti del capoluogo?
Evidentemente, chi ha progettato lo scioglimento anticipato del Comune per fini esclusivamente personali, non ha calcolato questi effetti che potrebbero essere anche devastanti. Un centrodestra senza bussola da un lato, il tentennante sindaco Fiorita dall’altro, sono due facce della stessa medaglia, due facce del caos politico-amministrativo che sta facendo pagare prezzi altissimi alla città. Entrambi non hanno voluto, per convenienza, sanare l’anomalia dell’anatra zoppa.
Fiorita avrebbe dovuto avere il coraggio, forte del suo 60%, di sottoporsi immediatamente al giudizio dell’elettorato, chiedendo al corpo elettorale di dargli anche una maggioranza consiliare. Ha preferito vivacchiare e raccogliere di volta in volta sostegni estemporanei ed effimeri, anche con un notevole tasso di ingenuità. Il centrodestra, che ha sempre avuto i numeri per tornare alle urne anche il giorno dopo il ballottaggio, ha preferito convivere con gli avversari.
Tra coloro che stanno raccogliendo le firme ci sono consiglieri eletti nel centrodestra che si sono battuti come leoni per eleggere alla presidenza del Consiglio Comunale il “rosso” Gianmichele Bosco. E ci sono altri che con Fiorita hanno tranquillamente governato per due anni, condividendone tutte le scelte. Un centrodestra, badate bene, che in questa vicenda delle dimissioni si è fatto trascinare dall’iniziativa promossa da un partito, Azione di Calenda, che non mi risulta faccia parte dello schieramento. Tutti sono responsabili del caos in cui è stata trascinata Catanzaro e da cui, senza farsi illusioni, non sarà facile uscire».