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01/04/2026 ore 12.34
Politica

Sottosegretari Regione Calabria, dirigenti Pd: «i consiglieri di opposizione richiedano referendum»

Per alcuni iscritti ai circoli del Partito Democratico di Catanzaro «bisogna ricorrere allo strumento referendario per consentire ai cittadini calabresi di esprimersi direttamente su una scelta che mortifica la democrazia»

di Redazione Politica

“La recente introduzione della figura dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale della Regione Calabria, prevista dalla legge regionale n. 46 del 3 marzo 2026, rappresenta una scelta politica che ha riacceso con forza il dibattito istituzionale e imposto una riflessione profonda sulle reali priorità della Regione – si legge in una nota a firma di un gruppo di dirigenti dei quattro circoli del Pd di Catanzaro e dirigenti degli organismi provinciali e regionali del Partito Democratico -. La riforma interviene anche sull’assetto della Giunta regionale, portando il numero degli assessori da 7 a 9, oltre alla possibilità per il Presidente della Giunta di nominare fino a due Sottosegretari, con funzioni di supporto e coordinamento dell’attività di governo”.

“Riteniamo che una decisione di questo tipo, lungi dall’essere una semplice modifica organizzativa, sia una scelta funzionale esclusivamente a ridefinire gli equilibri politici della maggioranza, distogliendo ingenti risorse e attenzione dalle vere emergenze della Calabria, a partire da sanità, istruzione e infrastrutture. In questo contesto, l’opposizione consiliare si è già espressa in modo fermo e negativo nelle sedi competenti, con il capogruppo del Partito Democratico Ernesto Alecci e con Enzo Bruno, capogruppo “Tridico Presidente”. Riteniamo, tuttavia, che la vicenda meriti una vera “discesa in campo” politica e istituzionale, attraverso l’utilizzo di tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento democratico, per una presa di posizione che vada oltre le classiche dichiarazioni, che potrebbero apparire mere enunciazioni di principio”.


"Tra questi, assume particolare rilievo lo strumento referendario, attivabile secondo lo Statuto anche dalle sole forze di opposizione - come previsto dalla legge regionale n. 44 del 2025 - per consentire ai cittadini calabresi di esprimersi direttamente su una scelta che mortifica la democrazia e le aspettative della popolazione. Si dia, quindi, concreto seguito e appoggio a ogni iniziativa tesa a bloccare la riforma ed evidenziare il reale scopo di un passaggio che appare come l’ennesima prova di forza di una politica distante dai concreti bisogni dei cittadini calabresi. La scelta compiuta non può essere archiviata come un semplice intervento tecnico, ma deve diventare oggetto di un confronto politico ampio e trasparente, fino alla possibilità di un pronunciamento popolare, affinché sia la comunità calabrese a esprimersi sulle reali priorità della Regione”.

A firmare il documento sono Nicola Ventura, Annamaria Grazioso, Antonio De Franco, Antonio Ionà, Antonio Pirrò, Bernardo Cirillo, Bruna Campisano, Carla Rotundo, Domenico Parentela, Elio Rotundo, Gaetano De Vita, Giuseppe Antonini, MT. D'agostino, Patrizia Orlando, Salvatore Galle', Stefania Biagini, Tiziana Bianchi.