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25/07/2026 ore 09.16
Politica

Vicenda Giovino-Comet, strali da movimenti e associazioni

Il soggetto civico e politico creato da Francesco Pitaro e l’associazione ambientalista presieduta da Elena Bova criticano aspramente le risultanze dell’assise in ordine alla destinazione del Polivalente

di Redazione

Il movimento Punto di svolta

Deplorevole eticamente e politicamente autodistruttiva. Quasi come infischiarsene sia dell'intelligenza dei cittadini (che tuttavia vedono, parlano e vigilano), che della grave sfiducia, nelle istituzioni e nel sistema politico, alimentata da simili comportamenti.
 

Per le modalità con cui si è svolta, il confusionario scambio di ruoli (involontario?) tra 'maggioranza', opposizione e 'mondo di mezzo', la volontà del sindaco clamorosamente soccombente e per l'assenza di trasparenza, su ciò che dovrebbe diventare il campo di calcio di Giovino, la 'pratica' approvata ieri dal Consiglio comunale, rappresenta un'altra triste pagine dell'abbrutimento della politica catanzarese.
Una politica priva di bussola e persino di amor proprio, dissociata dai bisogni reali dei cittadini e senza una visione complessiva dei problemi e di ciò che occorra fare - sempre coniugando il rispetto dell'ambiente con le iniziative imprenditoriali - per fermare il declino e vincere le sfide necessarie a renderla una città importante del Mezzogiorno.
Se si deve andare avanti per un altro anno, con manifestazioni di questa sconfortante portata, che rendono lo spazio politico minato e intollerante alle buone idee e alla progettualità innovativa; e in cui tutto può accadere senza che si avverta neppure la necessità di fornire convincenti spiegazioni su quanto si approva (evidentemente nell'errata convinzione che l'occupazione pro tempore della poltrona comunale renda l'esercizio del singoli consiglieri legibus solutus), sarebbe meglio - e nell'interesse generale! - chiudere con immediatezza questa brutta consiliatura".

Francesco Pitaro, fondatore 

La posizione di Italia Nostra

Noi crediamo che il Consiglio Comunale, durante la seduta dello scorso 23 luglio, abbia scritto una brutta pagina per la città di Catanzaro.

Ovviamente il nostro giudizio non guarda al merito degli alterni schieramenti, dei mutevoli posizionamenti e delle astruse manovre della politica catanzarese; non lo facciamo perché, se è vero che tali aspetti ci possono riguardare per la nostra qualità di cittadini catanzaresi, è fuor di dubbio che la nostra valutazione sulla pratica, approvata in Consiglio per l’assegnazione di destinazione richiesta dalla Co.Me.T srl, si concentra sul permesso che il Consiglio Comunale ha rilasciato di edificare sull’Area di Giovino, in particolare su una superficie oggi occupata da un

centro sportivo realizzato dalla Provincia per volontà di Michele Traversa e venduto tre anni fa all’attuale richiedente di una diversa destinazione. Le politiche su cui ci sentiamo di esprimere la nostra opinione sono quelle ambientali, naturalistiche, quelle che riguardano il rispetto dei territori, i paesaggi, i crinali, ed è su queste specificità che ci chiediamo come sia possibile che le poche aree libere dal cemento

a Giovino, dove negli anni si è costruito senza regole e nessun rispetto per una porzione di territorio comunale ad alta vocazione naturalistica, vengano oggi sacrificate per favorire la nascita di strutture destinate a “silver house innovativa” e

a “student housing”? Come è possibile che la difesa dell’ambiente, la transizione green, il consumo di suolo zero, per il Consiglio Comunale di Catanzaro siano tutte parole che va di moda pronunciare mentre il cemento la fa da padrone.

In molte città del nostro paese non solo si piantano più alberi, ma si toglie cemento per fare respirare meglio la terra e per mitigare le alte temperature, si recuperano spazi verdi nelle periferie e non si soffocano giardini, come sembra si stia apprestando a fare, sempre il Comune di Catanzaro, nei Giardini Nicholas Green dove la vegetazione sembrerebbe destinata ad essere in parte sostituita da strutture

adibite per il commercio.

E in questa previsione c’è tutta la cecità di un’Amministrazione che, senza rendersi conto dei propri errori, rischia di consegnare alle prossime generazioni una città con una peggiore qualità della vita.

Elena Bova, presidente Italia Nostra Catanzaro