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27/04/2026 ore 14.37
Politica

Violenza di genere, “mai bandiera bianca”: la rete dei comuni per la parità ha fatto tappa a Catanzaro

VIDEO | Presentata a Palazzo De Nobili la campagna nazionale promossa da Anci e Presidenza del Consiglio dei Ministri: focus su cultura, prevenzione e strumenti concreti nei territori

di Bruno Mirante

Un impegno che non si esaurisce nella ricorrenza del 25 novembre, ma che punta a radicarsi nelle comunità come pratica quotidiana, culturale e amministrativa. È questo il senso della campagna nazionale “Contro la violenza sulla donna mai bandiera bianca”, promossa da ANCI e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presentata questa mattina nella Sala Concerti di Palazzo De Nobili, a Catanzaro. Un percorso già avviato a febbraio e destinato a proseguire fino al 25 novembre, nel solco dello slogan #25novembretuttolanno, che mette al centro il ruolo dei Comuni nelle politiche di parità di genere, anche alla luce dei dati emersi dall’indagine condotta da ANCI su oltre 500 enti locali. In apertura, il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha sottolineato: «l'adesione della nostra Amministrazione si inserisce in una visione complessiva di voler fare sempre di più per la parità di genere, tema complesso che richiede un investimento culturale e sociale di grande portata».

A seguire, l’assessora alle Pari Opportunità, Donatella Monteverdi, ha evidenziato: «La sensibilità verso questi temi non è mai stata così alta come in questo momento storico, però dobbiamo comprendere che i diritti, la parità e la lotta alla violenza non sono valori acquisiti, così da rimettere al centro della discussione il mantenimento di questa posizione culturale. Servono risorse finanziarie che i Comuni percepiscono poco e male, senza la possibilità di creare strutture che funzionano e resistono al tempo non riusciremo ad avere una visione più ampia delle problematiche». Nel cuore della conferenza, il contributo dei rappresentanti ANCI ha offerto una lettura più ampia del fenomeno. Simona Scarcella, sindaca di Gioia Tauro e presidente ANCI Calabria, ha dichiarato: «Il valore di questa iniziativa nasce da una campagna di sensibilizzazione che ANCI Nazionale ha deciso di promuovere su tutto il territorio italiano. Parte da una constatazione sconfortante: a distanza di oltre 80 anni dalla conquista del diritto di voto da parte delle donne, ancora oggi l’affermazione femminile viene percepita come un fatto sporadico, talvolta addirittura straordinario. Esiste una diseguaglianza di genere che, nei fatti, persiste, nonostante l’Italia disponga di una normativa avanzata rispetto ad altri Paesi europei per quanto riguarda il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere. In questo contesto, il ruolo dell’ANCI è fondamentale: i sindaci, che rappresentano il primo punto di contatto con i cittadini, hanno il compito non solo di sensibilizzare, ma soprattutto di attuare azioni concrete per ridurre il divario tra il ruolo dell’uomo e quello della donna nella società. Spetta a noi intervenire con decisione, mettendo da parte quegli ostacoli — soprattutto di natura culturale — che ancora oggi limitano il percorso delle donne. Se guardiamo ai dati, possiamo dire che ci sono stati dei miglioramenti, ma non sono sufficienti. L’Italia, ad esempio, resta indietro per quanto riguarda la presenza femminile nei ruoli apicali della politica. Da sindaco, sento particolarmente questo tema: ancora oggi le donne faticano ad affermare la propria professionalità, le proprie capacità politiche e relazionali. Le cosiddette “quote rosa” rischiano di essere percepite come un contentino, ma non può più essere così. C’è un dato significativo: nei contesti internazionali segnati da conflitti, laddove le donne hanno partecipato ai tavoli di negoziazione per la pace, gli accordi sono stati effettivamente raggiunti. Questo dimostra una forte capacità relazionale, che non implica una superiorità rispetto agli uomini, ma evidenzia una differenza — anche di natura empatica — che in molti ambiti si rivela particolarmente efficace.

Forse ciò è legato all’esperienza della maternità o alla maggiore abitudine a gestire relazioni all’interno della famiglia, che è essa stessa una comunità. I dati, comunque, indicano chiaramente che il lavoro da fare è ancora enorme. Noi siamo pronti a portarlo avanti».

A completare il quadro, l’intervento di Rossana Tassone, sindaco di Brognaturo e componente nazionale Pari Opportunità ANCI: «La campagna è già partita: la promozione è avvenuta nel mese di gennaio e si articola in due direttrici principali. La prima riguarda l’ambito culturale e punta alla sensibilizzazione sul territorio, con iniziative contro la violenza sulle donne e azioni di prevenzione, anche attraverso percorsi di educazione all’affettività. La seconda, più centrale e rivolta direttamente ai Comuni, mira a diffondere una cultura della parità di genere all’interno delle amministrazioni locali. Questo lavoro si sviluppa attraverso diversi strumenti, adattati alle caratteristiche dei singoli enti. In quest’ottica è stata condotta un’indagine su 533 Comuni, comprendente sia capoluoghi sia realtà più piccole. È stato somministrato un questionario per comprendere quali strumenti siano utilizzati per promuovere la parità di genere, sia sul territorio sia all’interno delle amministrazioni. Si va dal bilancio di genere all’istituzione della consulta delle donne, fino all’adozione di regolamenti in grado di contrastare fenomeni come le molestie sul luogo di lavoro. Da febbraio la campagna ha coinvolto diversi Comuni del Vibonese; oggi siamo a Catanzaro e nei prossimi giorni faremo tappa anche a Montepaone. L’obiettivo è creare una rete capace di diffondere una cultura fondata sul rispetto e sull’uguaglianza. Per quanto riguarda i dati emersi, l’indagine — che ha coinvolto Comuni capoluogo, città metropolitane e piccoli centri — evidenzia come la maggior parte delle amministrazioni abbia investito in strumenti di sensibilizzazione. Si registrano collaborazioni, talvolta sporadiche ma spesso continuative, con reti femminili, consultori, case rifugio e centri antiviolenza. Meno diffusa risulta invece l’adozione di strumenti strutturali come il bilancio di genere, la consulta delle donne o specifici regolamenti, soprattutto nei piccoli Comuni. Ciò è dovuto sia a limiti di bilancio sia, in alcuni casi, a una sensibilità ancora insufficiente sul tema». Le conclusioni del convegno sono state affidate alla vicesindaca di Catanzaro Giusy Iemma, che ha ribadito la necessità di rafforzare la rete tra istituzioni e territori per rendere strutturali le politiche di contrasto alla violenza di genere.