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23/05/2026 ore 06.15
Sanità

Costretta a fare riabilitazione nel privato, paziente dell'Asp di Catanzaro chiede il diritto alle cure per tutti

VIDEO | La donna, in carrozzina in seguito ad un ascesso cervicale, è stata costretta a rivolgersi ad una struttura privata: «molte persone che conosco hanno rinunciato poichè non hanno la possibilità economica»

di Rossella Galati


E' stato un ascesso cervicale , circa tre anni fa, a causa la paralisi degli arti superiori e inferiori a Maria Pia Rotundo . Una condizione dalla quale la 55enne di Catanzaro , madre di due figli che si prendono cura di lei ogni giorno, si sta pian piano riprendendo grazie ad un percorso riabilitativo specialistico . Dopo aver ricominciato a muovere le braccia, l'auspicio è di poter tornare presto a camminare per riacquistare la propria autonomia. Peccato però che le prestazioni di cui la donna ha bisogno non siano coperte dal Sistema Sanitario costringendola a rivolgersi ad una struttura privata, in questo caso il centro Parco Salute e Benessere di Catanzaro.

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«Praticamente questa struttura è quella che mi dà delle certezze e delle garanzie per il mio processo riabilitativo perché è dotata di macchinari all'avanguardia, fondamentali per il mio problema di salute. Ho già recuperato in parte l'uso degli arti superiori, quelli inferiori nel mio caso richiedono più tempo ma grazie a tutta la robotica che è presente in struttura, spero, piano piano, di riappropriarmi di nuovo della mia vita».


Fortunatamente le condizioni economiche di Maria Pia le consentono di potersi curare perchè la riabilitazione in Calabria, in questo caso per i pazienti dell' Asp di Catanzaro , è spesso considerata un lusso, con lunghe liste d'attesa nel pubblico che spingono molti pazienti a rivolgersi al privato o, laddove questo non è possibile, a trasformare una patologia curabile in una disabilità permanente. «Io frequento la struttura tre volte alla settimana e sono seguita da un bravo fisioterapista – racconta la donna -. La spesa è notevole ma non posso farne a meno . Poter usufruire di prestazioni convenzionate cambierebbe sicuramente le cose. Conosco tante persone che hanno problemi del genere che mi chiedono quale percorso sto seguendo e dove sto facendo fisioterapia. Però purtroppo dicono "noi non possiamo permettercelo". In particolare una mia cara amica ha frequentato per poco tempo un percorso riabilitativo e poi non ha potuto più proseguire proprio per le spese che doveva affrontare ogni mese. E quindi, purtroppo, ha rinunciato. Io spero che questa struttura dia l'opportunità di curarsi in regime di convenzione a tutte quelle persone che necessitano di riabilitazione, per tanti problemi, perché sarebbe veramente un sollievo per i pazienti e per la nostra regione che, come ben sappiamo, per quanto riguarda il sistema sanitario, non è che sia tra le migliori in Italia».