Diagnostica per immagini alla Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, Alecci (Pd) punta il dito contro l’Asp: «Un paradosso senza fine»
Il consigliere regionale: «Incapacità gestionali da parte della Direzione dell’Asp rallentano il servizio che non riesce a fornire risposte in tempi adeguati, nonostante la solerzia del personale sanitario e amministrativo»
«Quello che accade nello “straordinario mondo” della sanità calabrese a volte ha davvero del paradossale. In seguito ad alcune sollecitazioni, mi sono recato nuovamente presso la Casa della Salute di Chiaravalle per verificare di persona una situazione incredibile» – è quanto scrive, in una nota, il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Ernesto Alecci.
«Finalmente, dopo tante lotte portate avanti insieme agli amici del gruppo Pd di Chiaravalle, da qualche mese – prosegue Alecci – è arrivato il nuovo macchinario per le radiografie. Un macchinario di ultima generazione che dovrebbe stampare i referti su supporti digitali. Ma, purtroppo, insieme al macchinario non è stato predisposto il sistema di stampa digitale e così il personale medico si trova a dover richiedere le pellicole per espletare il servizio in tempi adeguati, per poi essere “rimproverato” dalla stessa Direzione dell’Asp per le mancate stampe in digitale. Un circolo vizioso che evidenzia una totale disorganizzazione, un sistema che lavora per compartimenti stagni, dove il braccio destro non sa quello che fa il braccio sinistro».
«Ma non basta» – incalza Alecci – «A pochi metri dall’ambulatorio per le radiografie è presente la stanza per la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Anche qui, dopo una lunga battaglia, si è provveduto alla dotazione di un macchinario nuovo che però non può essere utilizzato al meglio perché da mesi, nonostante le numerose richieste, non vengono fornite dalla Direzione le cartucce per la nuova stampante di ultima generazione. Anche in questo caso, solo la solerzia del personale medico è riuscita a sbloccare una situazione a dir poco imbarazzante. E’ stata, infatti, recuperata una vecchia stampante tra il materiale ormai in disuso e, utilizzando la rimanenza di qualche cartuccia, in orario extra-lavorativo si sono stampate parecchie decine di referti in giacenza, fondamentali per le cure dei pazienti che avevano bisogno di risposte per le proprie cure».
«E’ importante ricordare che la Casa della Salute di Chiaravalle – conclude il consigliere regionale – serve un territorio vastissimo, con pazienti che giungono da tutta la provincia di Catanzaro fino ai territori dell’Aspromonte. Solo la Diagnostica per immagini eroga oltre migliaia e migliaia di prestazioni annue. Tuttavia, quello che abbiamo evidenziato oggi dimostra come manchi da parte della Governance regionale l’attenzione alle strutture territoriali, che vanno avanti spesso solo grazie ai sacrifici del personale sanitario e amministrativo. Purtroppo la sanità calabrese continua a sorprendere in negativo. Non serve lanciare proclami sulla realizzazione di grandi ospedali quando non si riesce a gestire l’intero sistema sanitario e sui territori non si riesce a dare nessuna risposta ai cittadini. Ancora una volta la propaganda che ogni giorno leggiamo sui quotidiani e sui social purtroppo si frantuma di fronte ai continui disservizi che vivono i pazienti calabresi sulla propria pelle».