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07/11/2026 ore 06.15
Sanità

Disturbi del comportamento alimentare: si chiude oggi a Catanzaro il Congresso Nazionale Sisdca

VIDEO | Nel corso della tre giorni, ufficializzato l'ingresso della Calabria nella Società italiana di riferimento 

di Rossella Galati

Dal 1990 ad oggi i casi di disturbo del comportamento alimentare in tutto il mondo sono aumentati del 71% e secondo le previsioni, nel 2050 il rapporto alterato col cibo potrebbe interessare 21,8 milioni di persone . Partendo da questi dati, il presidente nazionale della Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare, Patrizia Todisco , ha dato il via al XIX Congresso Nazionale Sisdca all'Università Magna Graecia di Catanzaro , punto di riferimento in questo ambito grazie alla sua struttura dedicata sotto la guida della professoressa Cristina Segua Garcia.

La Calabria protagonista 


«La nostra Società è molto grata alla professoressa Segura Garcia e alla città di Catanzaro per averci accolto perché l'idea della SISDCA è proprio quella di cercare di diffondere in tutto il territorio nazionale le buone pratiche per la cura di queste patologie - ha spiegato il presidente Todisco - ma anche per promuovere la cultura della prevenzione. E indubbiamente Catanzaro è un fiore all'occhiello perché qui si è sviluppato un centro di eccellenza dove si fa non solo clinica d'eccellenza ma anche ricerca d'eccellenza e quindi noi siamo molto contenti di aver portato qui molti professionisti provenienti dalle diverse regioni italiane».

La Calabria nella Sisdca

Un'occasione per rimarcare quindi il ruolo dell'ateneo e del policlinico universitario che diventa sempre più protagonista anche nei percorsi di cura dei disturbi alimentari proiettandosi sulla scena nazionale: «Finalmente anche la nostra regione viene coinvolta, e mi fa piacere dire che in occasione di questo congresso si sta formando la sezione calabrese della Società Italiana di Disturbi del Comportamento Alimentare - ha annunciato con entusiasmo Segura Garcia - e quindi diamo il nostro contributo. Catanzaro, Crotone, Vibo, la Calabria dunque esiste».

Assistenza e ricerca


Anoressia, bulimia, disturbo da alimentazione incontrollata rappresentano sfide complesse che richiedono un aggiornamento continuo e una riflessione profonda sia a livello medico che sociale. «In questi giorni la Società italiana per lo studio del comportamento alimentare ha affrontato sia quelli che sono i dati della ricerca ma anche quella che è l'applicazione pratica nella clinica di tutti i giorni, perché talvolta il problema sta nel fatto che anche che la ricerca non passa sufficientemente nel territorio e il territorio non cerca di rimandare anche delle informazioni utili per fare delle ricerche significative che possono migliorare i trattamenti. Noi abbiamo cercato di mettere insieme sia grandi ricercatori e scienziati sia clinici che applicare tutti i giorni quello che è il loro sapere nella cura di queste patologie e di queste persone che soffrono insieme alle loro famiglie».

Specialisti a confronto proiettati verso il futuro

Tre intense giornate di confronto e condivisione dunque con professionisti provenienti da tutta Italia per tracciare nuove rotte nella prevenzione e cura delle persone con disturbi dell'alimentazione. «Indubbiamente si sta lavorando in Italia e stanno crescendo anche nuovi centri proprio sulla spinta del fondo che è stato messo a disposizione dal Ministero anche se è un fondo che non è stato ancora strutturato, cioè tutti gli anni deve essere ristabilito e questo ci dà un senso un po' di precarietà delle cure, però indubbiamente stanno crescendo dei centri ed è necessario formarsi perché per curare queste patologie bisogna formarsi e lavorare in team multidisciplinare integrato proprio perché sono patologie molto complesse che hanno tanti fattori che possono portare allo sviluppo e anche al mantenimento delle patologie stesse. Quindi è necessario che ci siano più clinici che osservano aspetti diversi e li integrano per dare al paziente l'idea dell'integrità che lui stesso non ha».

L'importanza di chiedere aiuto

E anche da questa sede si rinnova l'invito a non isolarsi ma a chiedere aiuto a persone competenti: «Sicuramente se una persona non sta bene non deve rimanere in silenzio. Prima si chiede supporto, maggiori sono le possibilità di uscire fuori da una patologia che tendenzialmente può essere anche cronica e che può creare tanti problemi. ha concluso Garcia - soprattutto tenendo conto che si inizia a soffrire di questi disturbi in età adolescenziale, giovanile e quindi da soli è difficile uscirne. Chiedete aiuto alle persone più competenti che trovate intorno a voi, che possono essere il medico di famiglia, il pediatra e poi piano piano vi sapranno indirizzare verso le altre figure di riferimento».