Dopo anni in dialisi, un doppio trapianto di rene: così Maria rinasce. «Dobbiamo fare di più per sensibilizzare alla donazione degli organi»
VIDEO |Una storia di speranza che è diventata impegno concreto con l'Aned, associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto di cui oggi la 45enne è segretaria regionale
Aveva appena 13 anni Maria Larosa quando le venne diagnosticata una malattia renale cronica. Una patologia che è entrata prepotentemente nella sua vita costringendola ad anni e anni di dialisi. «La dialisi ti fa sopravvivere e non vivere - racconta -, il sapore di bere un bicchiere d'acqua si ha soltanto con la fortuna di avere un trapianto». Una fortuna che questa donna di 45 anni ha avuto e non una volta sola ma due con il primo trapianto da ragazzina, il secondo dopo i problemi renali avuti in gravidanza, entrambi a Milano. «Dal primo al secondo trapianto sono passati 13 anni. Tanto mi è durato il primo rene e da lì ho avuto la fortuna di diventare mamma. Oggi ho un bambino di 12 anni».
Emozioni e riserve
E il ricordo di quella notizia è ancora impresso nella sua mente. «Ancora mi emoziono a pensarci, soprattutto se penso alla seconda chiamata. E' venuto mio figlio a dirmi "mamma, mamma c'è una telefonata da Milano". Io in quel momento non pensavo al trapianto perché stavo poco bene e posso dire che il trapianto è arrivato nel momento più buio della mia vita. Quando ho preso la cornetta mi hanno detto "signora c'è un rene disponibile, deve partire subito" . E' stata un'emozione indescrivibile, mio figlio piangeva a dirotto, ricordo ancora le sue parole: "mamma finalmente ti daranno un rene nuovo e potrai prendermi in braccio". E' stata un'emozione indescrivibile».
L'impegno con Aned
Dunque un trapianto di rene che per ben due volte ha riacceso la speranza nella vita di Maria, che è anche segretaria regionale Aned, Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto . Una storia la sua, che è diventata impegno sociale arrivando in diverse scuole calabresi per sensibilizzare i giovani alla donazione degli organi. «Noi portiamo avanti questa campagna soprattutto nelle scuole perché purtroppo ci sono ancora tante lacune. Tante persone sono poco informate e quindi dicono no alla donazione senza pensarci ee senza informarsi. Così le opposizioni aumentano e questo è il guaio più grande. Per questo invitiamo tutti a rivolgersi a noi, anche solo per avere informazioni. Solo così è possibile aiutare chi è in attesa di riprendere in mano la propria vita».