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01/07/2026 ore 09.10
Sanità

“Il nuovo ospedale deve rimanere a Catanzaro: una scelta di sanità, di città e di futuro”

Il consigliere comunale, Raffaele Serò, in vista del consiglio comunale dell’8 luglio ribadisce: “È giusto che una decisione destinata a incidere sul futuro di Catanzaro per i prossimi decenni venga affrontata nelle istituzioni”

di redazione

“Da consigliere comunale della Città di Catanzaro ho sempre ritenuto che il compito della politica non sia quello di alimentare polemiche sterili, ma di affrontare con serietà le grandi questioni che determineranno il futuro della nostra comunità. Tra queste, nessuna è più importante della scelta sulla localizzazione del nuovo ospedale”. Così in una nota il consigliere comunale di Catanzaro, Raffaele Serò.

“Per questo considero particolarmente significativo che mercoledì 8 luglio il Consiglio comunale sarà finalmente chiamato a discutere di questo tema. Sarà il luogo naturale del confronto democratico, nel quale ogni forza politica potrà esprimere liberamente la propria visione, assumendosi davanti ai cittadini la responsabilità delle proprie scelte.

È giusto che una decisione destinata a incidere sul futuro di Catanzaro per i prossimi decenni venga affrontata nelle istituzioni, con argomentazioni serie e nel merito, perché la collocazione del nuovo ospedale non riguarda soltanto la sanità, ma lo sviluppo urbanistico, economico e sociale dell'intero capoluogo.

Negli ultimi giorni il dibattito si è acceso e, purtroppo, qualcuno ha provato a ridurre la posizione di chi sostiene il mantenimento del nuovo ospedale nell'area del Pugliese alla difesa di qualche attività commerciale o del valore degli immobili della zona nord. A chi pensa questo, mi permetto di dire che si tratta di una lettura profondamente superficiale e ingiusta.

Nessuno mette sullo stesso piano il diritto alla salute con gli interessi economici. Al contrario, proprio perché la salute viene prima di tutto, è necessario scegliere la soluzione migliore non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo urbanistico e sociale. Ogni grande ospedale rappresenta il cuore di una città: genera servizi, lavoro, mobilità, sicurezza, accoglienza e sviluppo. Ignorare queste ricadute significherebbe non comprendere quale ruolo abbia oggi una moderna infrastruttura sanitaria.

La prima domanda alla quale, ancora oggi, nessuno ha fornito una risposta convincente è molto semplice: che cosa diventerà il Pugliese se il nuovo ospedale sarà realizzato altrove? Quale funzione sanitaria manterrà? Con quali risorse verrà rifunzionalizzato? Quale progetto è stato predisposto? Quali finanziamenti sono disponibili? Quali garanzie esistono affinché non si trasformi in un enorme contenitore vuoto nel cuore della città? Su questo punto, ad oggi, non esistono risposte concrete.

Ed è proprio qui che il dibattito cambia completamente prospettiva. Negli ultimi mesi il Comitato "L'Ospedale al Pugliese", insieme a professionisti, tecnici, medici e rappresentanti della società civile, ha presentato una proposta concreta di rigenerazione urbana e sanitaria dell'intera area del Pugliese-Ciaccio. Non una protesta, ma una visione.

Una proposta che immagina un grande polo ospedaliero moderno, realizzato attraverso nuovi padiglioni, il recupero delle strutture esistenti, una nuova organizzazione degli spazi, parcheggi, una viabilità completamente ripensata, collegamenti più efficienti e una riqualificazione complessiva dell'intera area. Una proposta che punta a creare un vero polo sanitario d'eccellenza, capace di dialogare e integrarsi con il Policlinico universitario di Germaneto, valorizzando entrambe le realtà senza impoverire il capoluogo. Questa è la differenza sostanziale.

Da una parte esiste una proposta organica che mette insieme sanità, rigenerazione urbana e sviluppo della città. Dall'altra rimane ancora aperta una domanda fondamentale: quale sarà il destino del Pugliese se il nuovo ospedale verrà trasferito? C'è poi un altro elemento che merita attenzione.

Negli ultimi anni sul presidio Pugliese sono stati investiti milioni di euro tra ristrutturazioni, adeguamenti tecnologici e nuove apparecchiature sanitarie. Si tratta di risorse pubbliche importanti che non possono essere ignorate e che rendono ancora più ragionevole l'ipotesi di completare quel percorso realizzando il nuovo ospedale nello stesso comparto, anziché disperdere un patrimonio già esistente.

Spesso si sostiene che ciò che conta siano i professionisti e non le mura dell'ospedale. È certamente vero che il valore della sanità è rappresentato dalle donne e dagli uomini che ogni giorno vi lavorano. Ma è altrettanto vero che un ospedale non è soltanto un edificio. È organizzazione, accessibilità, integrazione con il territorio, servizi, continuità assistenziale e capacità di rappresentare un punto di riferimento per un'intera comunità.

Attendere le valutazioni dei tecnici incaricati di elaborare le diverse ipotesi progettuali è corretto e doveroso. Ma la scelta finale sarà inevitabilmente politica. I tecnici indicheranno gli scenari possibili; spetterà alle istituzioni decidere quale idea di città intendono consegnare alle future generazioni.

Ed è proprio questo il significato del Consiglio comunale dell'8 luglio.

Non sarà semplicemente una discussione sull'ubicazione di un ospedale. Sarà il momento in cui la politica cittadina sarà chiamata, finalmente, a dire con chiarezza quale futuro immagina per Catanzaro. Per quanto mi riguarda, la mia posizione è netta. Il nuovo ospedale deve rimanere a Catanzaro. Perché significa valorizzare una storia sanitaria costruita in decenni di eccellenza; significa non disperdere investimenti pubblici già realizzati; significa dare concretezza a un progetto di rigenerazione urbana capace di restituire centralità al capoluogo; significa rafforzare il ruolo di Catanzaro come città della sanità, della formazione e dei servizi.

Mercoledì 8 luglio ciascuno sarà chiamato ad assumersi la propria posizione davanti ai cittadini. Mi aspetto un confronto alto, rispettoso e costruttivo, perché l'argomento non riguarderà soltanto un ospedale. Riguarderà il futuro di Catanzaro. E io continuerò a sostenere, con convinzione e senso di responsabilità, che quel futuro debba continuare a essere costruito nel cuore della nostra città”.