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28/07/2026 ore 06.15
Sanità

Il volto umano della sanità, la lettera di un paziente ai professionisti dell'UMG: «Curato con competenza e umanità»

Al termine della degenza, l'uomo ha sentito il bisogno di affidare alla carta parole di sincera gratitudine, indirizzandole al professor Francesco Andreozzi, ordinario di Medicina Interna dell'Università Magna Graecia, e a tutto il personale del reparto

di Francesco Graziano
La lettera e, nel riquadro, il prof. Andreozzi

In un periodo in cui la sanità finisce spesso al centro del dibattito pubblico per le sue criticità, meritano spazio anche le storie che raccontano il valore delle persone che, ogni giorno, operano con competenza e umanità accanto ai pazienti. È il caso della lettera che pubblichiamo di seguito, scritta a mano da un paziente proveniente dalla provincia di Reggio Calabria, ricoverato presso il reparto di Medicina Interna dell'Università "Magna Graecia" di Catanzaro per problemi gastrointestinali e altre patologie.

Al termine della degenza, il paziente ha sentito il bisogno di affidare alla carta parole di sincera gratitudine, indirizzandole al professor Francesco Andreozzi, Ordinario di Medicina Interna dell'UMG, e a tutto il personale del reparto: medici, infermieri, operatori socio-sanitari e a quanti, anche lontano dai riflettori, contribuiscono quotidianamente all'assistenza dei malati.

Più che un semplice ringraziamento, questa testimonianza rappresenta un riconoscimento del valore della sanità calabrese quando professionalità, competenza e umanità si incontrano. Un messaggio che restituisce dignità al lavoro silenzioso di chi cura e ricorda come, accanto alle terapie, anche un sorriso, una parola di conforto e la vicinanza umana possano diventare parte integrante del percorso di guarigione.

La lettera:

Egregio Professore Andreozzi, gentile staff medico, infermieri, OSS e tutto il personale visibile e invisibile, reparto di medicina interna, UMG di Catanzaro,

desidero esprimere ad ognuno di Voi la mia più sincera e profonda gratitudine per le cure, l’attenzione, la professionalità e l’umanità che mi avete dimostrato durante la mia degenza.

Per me è stato motivo di grande conforto poter essere curato nella mia terra, la Calabria, circondato da professionisti che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza, dedizione e senso del dovere.

Con queste poche righe desidero lasciarvi un piccolo segno della mia riconoscenza, non solo per quello che avete fatto per me, ma anche per ciò che fate quotidianamente per tutti i pazienti che incontrate lungo il vostro cammino.

Chi affronta la malattia, o anche solo il timore di essa, ha certamente bisogno di cure efficaci e di elevata professionalità, ma ha altrettanto bisogno di uno sguardo rassicurante, di una parola gentile, di un sorriso sincero e della presenza di persone capaci di trasmettere umanità. Sono gesti semplici, ma hanno un valore immenso e spesso rappresentano la migliore medicina per l’anima.

Troppo spesso il vostro lavoro viene considerato un dovere scontato, talvolta criticato o dato per acquisito. Io, invece, credo che tra chi cura e chi si affida alle cure si instauri un rapporto prezioso, fondato sulla fiducia, sul rispetto reciproco e sulla speranza.

Sono convinto che la vostra professione non sia soltanto un mestiere, ma una vera vocazione. Dietro ogni scelta, ogni gesto e ogni sacrificio si percepiscono altruismo, responsabilità e amore per il prossimo, anche quando tutto questo rimane nascosto dietro la necessaria lucidità e il rigore che il vostro ruolo richiede.

Questa capacità di unire competenza e umanità rende il peso della malattia meno gravoso e restituisce serenità a chi soffre. È un valore che merita di essere riconosciuto e custodito.

Io sono abituato a ringraziare e guardare oltre ciò che appare. Per questo sentivo il bisogno di farvi arrivare queste parole.

Lettera firmata