Infermieri del pronto soccorso di Soveria Mannelli trasferiti a Lamezia Terme. Scatta la diffida del legale Francesco Pitaro
L’avvocato definisce illegale l’atto di trasferimento dell’Asp di Catanzaro e chiede che venga annullato il provvedimento
L’Asp Catanzaro ha trasferito in blocco gli infermieri del pronto soccorso di Soveria Mannelli al Pronto Soccorso di Lamezia Terme. Tre infermiere di Soveria Mannelli hanno, pertanto, notificato un atto di diffida all’Asp Catanzaro con l’Avv. Francesco Pitaro. Si legge nell’atto: “premesso che le istanti sono Infermiere e svolgono la loro tipica attività lavorativa ormai da tantissimi anni presso il Pronto Soccorso di Soveria Mannelli; che le istanti lavoratrici non solo sono pienamente formate sotto il profilo lavorativo e sotto ogni altro aspetto direttamente connesso alla loro tipica attività ma hanno maturato, nel corso dei tanti anni di lavoro, una esperienza straordinaria e puntuale con riferimento ad ogni attività di loro pertinenza direttamente attinente al Pronto Soccorso; che l’Ospedale di Soveria Mannelli ha una localizzazione strategica e mira a fornire prestazioni sanitarie in favore delle comunità del comprensorio nel quale rientrano diversi comuni popolosi e, peraltro, non facilmente raggiungibili; che, inoltre, all’interno dell’Ospedale di Soveria Mannelli esiste l’UO di Pronto Soccorso a cui sono addetti 14 infermieri tra cui le tre istanti lavoratrici/infermiere; che, inopinatamente, è pervenuta dall’ASP Catanzaro agli infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soveria Mannelli la Nota del 23/1/2026 Prot. N. 9862, a firma del Direttore del Pronto Soccorso, avente ad oggetto: “Comunicazione di servizio”; che il contenuto della predetta Nota, qui di seguito, viene trascritto: “Con la presente si comunica che nella programmazione dei turni di lavoro a partireda febbraio 2026 il personale infermieristico afferente al Pronto Soccorso di Soveria Mannelli presterà servizio presso l’Uoc Pronto Soccorso di Lamezia Terme”; che, pertanto, per come si coglie dalla semplice lettura del detto inopinato e illegittimo e iniquo e immotivato provvedimento, l’intero personale infermieristico del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soveria Mannelli a partire da Febbraio 2026, e cioè tra qualche giorno, dovrà svolgere le proprie tipiche prestazioni presso il Pronto Soccorso di altro Ospedale e, più precisamente, presso l’Ospedale di Lamezia Terme; che trattasi, per come si evince facilmente dalla lettura della Nota, di un atto con cui immotivatamente sono stati trasferiti in blocco tutti gli infermieri dal Pronto Soccorso di Soveria Mannelli al Pronto Soccorso di Lamezia Terme; che si tratta, ictu oculi, di atto contra ius e antigiuridico e illegale e lesivo per le istanti infermiere che svolgono da anni la loro attività lavorativa all’interno del Pronto Soccorso di Soveria Mannelli e che, alla luce del detto ingiusto e iniquo e immotivato provvedimento, vengono, ex abrupto, trasferite presso il Pronto Soccorso di Lamezia Terme:che, infatti, trattasi, con tutta evidenza, di un illegale atto di trasferimento e ciò in quanto l’ASP di Catanzaro con la detta illegittima Nota ha disposto che tutto il personale infermieristico del Pronto Soccorso di Soveria Mannelli dovrà svolgere il proprio lavoro da Febbraio 2026 presso il Pronto Soccorso di Lamezia Terme senza indicare alcun termine e pertanto in modo indeterminato e definitivamente e permanentemente”.
“Che l’art. 2103 comma 8 c.c. – si legge ancora nell’atto - dispone che “Il lavoratore non può essere trasferito da un’unità produttiva ad un’altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”; che, pertanto, anche alla luce del dettato normativo di cui all’art. 2103 c.c., sopra richiamato e riportato, non può non vedersi la illegittimità della Nota di trasferimento e ciò in quanto trattasi di atto di trasferimento dal Pronto Soccorso di Soveria Mannelli al Pronto Soccorso di altra città (Lamezia Terme) senza che l’ASP di Catanzaro abbia nemmeno minimamente indicato le ragioni tecniche, organizzative e produttive che hanno reso necessario l’illegittimo trasferimento di tutto il personale infermieristico del Pronto Soccorso di Soveria Mannelli e, pertanto, anche delle tre istanti lavoratrice infermiere; che, tuttavia, per come è noto, il datore di lavoro non può trasferire un lavoratore da una unità operativa ad altra, come vorrebbe fare evidentemente nel caso che occupa l’ASP Catanzaro, senza addurre la benchè minima motivazione ma deve indicare, in modo puntuale, le ragioni che hanno indotto il datore di lavoro ad adottare il lesivo atto di trasferimento; che, nel caso che occupa, per come si coglie dalla semplice lettura dell’atto di trasferimento, l’ASP Catanzaro ha trasferito in blocco il personale infermieristico del Pronto Soccorso di Soveria Mannelli presso il Pronto Soccorso di Lamezia Terme ma nulla ha addotto in merito alle ragioni che hanno determinato l’adozione del detto illegale e immotivato atto che lede le lavoratrici istanti;
che, pertanto, il detto atto di trasferimento lede inevitalmente e ingiustamente le tre istanti lavoratrice che da anni svolgono regolarmente e puntualmente e diligentemente la loro tipica attività lavorativa presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soveria Mannelli; che l’atto de quo è illegale e contra ius e antigiuridico e deve essere, pertanto, ritirato e/o annullato dall’ASP Catanzaro”. In conclusione si “invita e diffida l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, in persona del legale rappresentante in carica p.t., e il Direttore dell’UO Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme a voler, entro e non oltre 3 giorni dal ricevimento del presente atto, anche in via di autotutela, ritirare e/o annullare la Nota del 23/1/2026 con cui illegalmente e immotivatamente e ingiustamente è stato disposto in blocco il trasferimento degli infermieri dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soveria Mannelli al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme permanentemente a partire da Febbraio 2026. Riserva, In caso di omesso tempestivo ritiro e/o annullamento dell’atto di trasferimento de quo nel termine assegnato, di svolgere Denuncia all’Ispettorato del Lavoro affinchè quest’ultimo faccia luce sull’intera vicenda, nonché di ricorrere al Tribunale del Lavoro a tutela dei diritti e delle ragioni delle tre istanti lavoratrice, con aggravio di spese a carico dell’ASP Catanzaro”.