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29/11/2025 ore 13.44
Sanità

«Muore tra le braccia del figlio mentre aspetta l’ambulanza», il messaggio che racconta il dramma dell’amico a Lamezia Terme

«Il mezzo di soccorso è arrivato da Falerna dopo 30 minuti e senza medico a bordo». Lo rende noto il sindacalista dello Smi Saverio Ferrari: «Fenomeno diffuso, turni demedicalizzati per il 70% e ambulanze inviate da una provincia all’altra»

di Redazione

«Ieri mattina è morto il mio collega e socio di studio. Abita ad un chilometro dall’ospedale di Lamezia Terme. L’ambulanza è arrivata da Falerna dopo 30 minuti e senza medico, ovviamente. Hanno dettato le manovre al telefono al figlio di 15 anni a cui in pratica il padre è morto tra le braccia». È questa l’ennesima segnalazione che descrive il funzionamento del servizio d’emergenza 118 nella provincia di Catanzaro, resa nota dal medico e delegato provinciale del sindacato Smi per l’Asp di Catanzaro, Saverio Ferrari.

Il messaggio è il racconto di un episodio avvenuto appena qualche giorno fa a Lamezia Terme, dove un uomo, colto da malore, è poi deceduto nonostante il tentativo dei soccorritori di salvargli la vita. Secondo il racconto, gli operatori di centrale in attesa dell’arrivo dell’ambulanza sul posto hanno istruito telefonicamente il figlio sulle manovre da praticare. «Meritoriamente hanno cercato di indirizzare il figlio quindicenne per aiutare il padre che stava male» spiega Ferrari.

«Quando l’ambulanza è arrivata, senza medico a bordo, purtroppo il paziente era già deceduto. Quello di Falerna evidentemente era l’unico mezzo disponibile in quel momento» aggiunge il medico. «Ma si tratta di un fenomeno molto diffuso nella provincia di Catanzaro e in tutta la Calabria, basti pensare che sempre pochi giorni fa una collega del turno di notte della postazione territoriale di Lamezia Terme di ritorno da un intervento a Catanzaro è stata inviata in codice rosso al carcere di Vibo Valentia per una crisi iperglicemica».

«Ciò vuol dire – spiega Ferrari – che quella notte nella provincia di Vibo non c’era una ambulanza disponibile e hanno inviato quella che, di rientro da Catanzaro, avrà impiegato almeno 45 minuti per raggiungere il carcere. Vibo dispone di tre ambulanze – è la riflessione – se si manda Lamezia credo che ci sia un problema». La carenza di medici e operatori del 118 è ormai un dato acquisito, spiega Ferrari: «Nel lametino sono presenti 7 medici per 4 postazioni territoriali di emergenza: uno a Falerna, quattro a Lamezia Terme, due a Soveria Mannelli mentre quella di Maida è demedicalizzata ormai da anni».

Ogni postazione, in teoria, dovrebbe essere dotata di almeno sei medici. Quindi, 24 per le 4 postazioni dell’area del lametino che allo stato possono contare solo su 7 camici bianchi. «Nell’intera area del catanzarese le proporzioni sono le stesse. Nel 70% dei casi i turni sono demedicalizzati» chiarisce ancora. «Poi quando arrivi sul posto le persone giustamente chiedono conto dei lunghi tempi di attesa per ricevere soccorso. Ormai si manda la prima ambulanza disponibile, con i tempi tecnici che servono per coprire i percorsi.

Passano le settimane e i mesi – è quindi l’amara conclusione – e il servizio 118 perde sempre più la sua funzione d’emergenza. In teoria, l’ambulanza dovrebbe giungere in 20 minuti in area extraurbana e 10 minuti in area urbana ma la realtà è che se va bene arriva, nella maggior parte dei casi è demedicalizzata e con tempi di intervento tra 30 minuti e i 50 minuti».