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11/02/2026 ore 08.35
Sanità

Pazienti dializzati «penalizzati» da un sistema sanitario «inadeguato», Aned chiede un incontro al dipartimento Salute

Secondo il coordinatore Scarmozzino «la rete nefrodialitica è abbandonata su un binario morto. L’inerzia della Regione non è più accettabile»

di Redazione

«Mentre Azienda Zero accentra sempre più funzioni nevralgiche e impone blocco della mobilità interregionale e dei concorsi, la rete nefrodialitica è abbandonata su un binario morto, senza digitalizzazione e con ulteriori negative conseguenze come l’aumento esponenziale dei dializzati, anomalie di gestione su farmaci antirigetto d’organo per trapiantati, crescita di migrazione sanitaria» Lo si legge in una nota del coordinatore nazionale prevenzione Aned, Pasquale Scarmozzino.

«Per la verità tutta la sanità pubblica italiana vegeta! Le cause sono evidenti e incontestabili: 140 miliardi d’euro annui di risorse in Italia sono nettamente insufficienti per tenere in piedi il servizio sanitario pubblico, metà circa di quelli francesi (280) ed un terzo di quelli tedeschi (430). La crisi del nostro sistema nasce dalle misere risorse investite e dalla volontà politica di perseguire l’esternalizzazione dei servizi sanitari.

Nella recente “lettera aperta” indirizzata ai cittadini della provincia reggina la direttrice dell’azienda sanitaria, Lucia Di Furia, ha ammonito dal fare critiche artate orientate da una sorta di “campagna elettorale” perenne, richiamando l’attenzione che l’origine dei mali della sanità calabrese è comune a quelle delle altre regioni. A niente valgono le critiche fatte anche da associazioni “personal-familiari”.

Aned ritiene che fin quando la sanità pubblica italiana contiene la spesa sanitaria nei termini anzidetti e non sarà centralizzata come succede per scuola, giustizia e forze dell’ordine tale malcontento calabrese aumenterà per politiche regionali gravate da miopia politica e illeciti compromessi.

È interesse generale lottare per la centralizzazione della governance della sanità pubblica per non perdere l’assistenza sanitaria universale finanziata dalla fiscalità generale ed eliminare le discrasie che determinano le attuali proteste calabresi e nel Paese.

Intanto, da Aned Calabria è partita una richiesta di incontro per discutere di nefrologia dialisi e trapianti d’organi con dipartimento Salute. Non è accettabile più l’inerzia della Regione e non è accettabile che gruppi di potere aziendali calabresi si muovano accentrando servizi di dialisi trascurando i legittimi interessi dei pazienti».