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21/05/2026 ore 12.17
Sanità

Riforma Schillaci, a Catanzaro medici di base pronti alla protesta: «Non arretreremo di un centimetro»

Riunito il consiglio direttivo che ha deciso di adottare strategia di lotta per opporsi al decreto del ministro della Salute. «In gioco la tenuta del sistema sanitario» 

di Redazione

«Questa volta la protesta dei medici di medicina generale sarà massiccia e porterà a misure estreme». È quanto è emerso nel corso del consiglio direttivo della Fimmg Catanzaro, riunitosi con urgenza, alla presenza di tutti i suoi componenti, all’indomani della mozione del consiglio nazionale che ha deliberato la convocazione dell’assemblea nazionale di tutti i consigli direttivi provinciali a Roma, il 13 giugno.

Nell’occhio del ciclone il contestatissimo “decreto Schillaci”. In mancanza di risposte concrete da parte del Governo, il consiglio nazionale ha dato mandato al segretario nazionale di proclamare lo sciopero della categoria con astensione dalle attività.

Si ricorda che con la riforma del ministro Orazio Schillaci i medici di base diventeranno una componente stabile del modello organizzativo delle case di comunità. Per i medici di medicina generale, oggi convenzionati con le Asl, destinati alle case di comunità, la riforma prevede la possibilità di diventare dipendenti pubblici, cioè di avere un rapporto di lavoro subordinato come gli ospedalieri.

Da questa architettura della riforma nascono le puntualizzazioni e le preoccupazioni dei medici di medicina generale. «Non osiamo neanche immaginare, ma il sospetto a questo punto è lecito, che l’obiettivo – ha sostenuto il segretario generale della Fimmg Catanzaro, Gennaro De Nardo - possa essere quello di destabilizzare l’unico sostegno di un sistema sanitario pubblico, ovverosia il medico di medicina generale, a vantaggio di un modello che si indirizzi sempre di più verso la privatizzazione».

«L’azione di protesta – ha incalzato De Nardo durante il consiglio direttivo della Fimmg Catanzaro – è importante perché è in gioco la sostenibilità di un sistema sanitario nazionale in cui il medico di medicina generale rappresenta il primo baluardo a tutela dei cittadini e della salute pubblica. Il rapporto fiduciario medico-paziente non si tocca. Destrutturare questo modello è un’azione irresponsabile e priva di ogni logica. Significa penalizzare i pazienti, i soggetti fragili, gli anziani e indebolire la continuità assistenziale fondata sulla libera scelta del cittadino.

Per questo, la nostra protesta contro il “decreto Schillaci” sarà forte e dirompente. Senza dimenticare che il decreto in questione è stato concepito in assenza di una concertazione con le sigle sindacali. Una grave mancanza che viola palesemente la nostra Costituzione».

Nel corso del consiglio direttivo di Catanzaro, partecipato e coeso, si sono, inoltre, pianificate le strategie di “lotta” in linea con quanto stabilito dal consiglio nazionale. «Non arretreremo di un centimetro. Dalla Fimmg Catanzaro – ha concluso il segretario provinciale – parte un messaggio chiaro e inequivocabile che non può rimanere inascoltato da Roma e dalle istituzioni locali: l’impalcatura della medicina territoriale non si tocca, ma va rafforzata con strutture e mezzi adeguati».