“Materia” compie dieci anni, Catanzaro si trasforma in un’agorà del design contemporaneo
La decima edizione del festival ideato da Officine AD trasforma il Complesso Monumentale del San Giovanni in un luogo di confronto, tra design, arte, architettura e innovazione. Fino al 4 ottobre talk, incontri, installazioni ed esposizioni raccontano una Calabria capace di costruire relazioni e generare nuove prospettive
Dieci anni di idee, visioni, relazioni e scommesse diventate realtà. Dieci anni in cui il design ha trovato in Calabria non soltanto una vetrina, ma un terreno fertile di confronto, sperimentazione e progettazione. MATERIA celebra il suo decimo anniversario e lo fa tornando nel luogo dove tutto è cominciato: il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, trasformato per l’occasione in una grande Agorà contemporanea.
Ideato da Officine AD degli architetti Domenico Garofalo e Giuseppe Anania, la kermesse offre al pubblico un programma che fino al 4 ottobre intreccia design, architettura, arte, artigianato, cultura e territorio. Un appuntamento che negli anni è riuscito a costruire una rete sempre più ampia, portando in Calabria designer, progettisti, aziende, artisti e professionisti provenienti da diverse parti d’Italia e creando un dialogo capace di superare i confini regionali.
Il tema scelto per questa edizione, “Agorà”, racchiude il senso più profondo di questo percorso. La piazza non è soltanto uno spazio urbano: è il luogo in cui le persone si incontrano, le idee si confrontano, le esperienze si contaminano. È uno spazio democratico per sua stessa natura, aperto alla conversazione e alla conoscenza. Ed è proprio questa dimensione a essere stata restituita al suggestivo chiostro del San Giovanni, diventato il cuore del festival.
Un’agorà mediterranea, capace di guardare alla tradizione senza rinunciare alla contemporaneità. L’acqua, le architetture di luce e le luminarie popolari entrano in dialogo con il design e trasformano il chiostro in uno spazio immersivo, dove elementi della cultura mediterranea vengono riletti attraverso un linguaggio progettuale contemporaneo.
La serata inaugurale ha segnato così l’avvio di un’edizione che guarda al passato per rilanciare una nuova idea di futuro. Dopo l’apertura delle aree espositive, uno dei momenti più suggestivi è stata l’accensione delle luminarie. A seguire, il dinner talk dello Studio Martinelli Venezia, curato da Paolo Casicci, ha offerto un ulteriore momento di riflessione e confronto sul progetto e sulla cultura del design.
Numerose le presenze istituzionali alla giornata inaugurale, tra cui il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, gli assessori comunali Donatella Monteverdi, Giuliana Furrer e Salvatore Bullotta, il prefetto Clemente Di Nuzzo e il consigliere regionale Marco Polimeni. Tra gli spazi aperti al pubblico anche quello curato dall’artista Massimo Sirelli, ulteriore tassello di un percorso nel quale discipline e linguaggi differenti si incontrano.
Ma il valore di MATERIA non si esaurisce nelle esposizioni. Il festival è soprattutto una piattaforma di incontro: talk, conversazioni, appuntamenti e momenti di approfondimento diventano occasioni per interrogarsi sul presente e sulle trasformazioni che attraversano il modo di progettare, abitare e vivere gli spazi.
Ed è proprio questa capacità di mettere in relazione persone e competenze a rappresentare una delle eredità più importanti di dieci anni di Materia. Il design diventa così un punto di partenza per parlare di territorio, sostenibilità, innovazione, artigianato, identità e futuro. Un'opportunità per la Calabria di raccontarsi attraverso una prospettiva diversa, entrando in una rete nazionale e internazionale nella quale il territorio non viene percepito come periferia, ma come luogo capace di produrre cultura e visioni.
«Quando abbiamo iniziato – racconta Domenico Garofalo, architetto e co-organizzatore di Materia – ci dicevano con grande scetticismo che Calabria e design erano due parole che probabilmente non potevano essere accostate. Oggi siamo qui, dopo dieci anni, a vedere migliaia di persone arrivare anche da luoghi lontani e media nazionali parlare di Materia, di Catanzaro e della nostra Calabria».
Una scommessa che, nel tempo, si è trasformata in una comunità. «Abbiamo costruito una grande rete, una piattaforma di designer, artigiani e aziende che arrivano da tutta Italia – aggiunge Garofalo – e che abbiamo l’onore di ospitare qui, mettendoli insieme in questa grande piazza».
Una piazza che, nelle parole di Giuseppe Anania, co-ideatore del festival, rappresenta anche un ritorno alle radici del Mediterraneo. «Il nostro focus è stato sulla piazza, quindi sull’Agorà, il luogo centrale del Mediterraneo. Volevamo riappropriarci di questo spazio che è passato un po’ in secondo piano».
Da qui nasce la scelta di fare del chiostro il centro dell’intero progetto. Ma l’Agorà di Materia guarda anche a una delle questioni più urgenti del presente: il cambiamento climatico e il modo in cui concepiamo gli spazi.
«Oggi forse non possiamo più costruire solo edifici, solo luoghi vuoti – sottolinea Anania – ma dobbiamo pensare anche a costruire l’ombra».
È una delle riflessioni più interessanti di questa edizione: progettare non significa soltanto aggiungere, edificare, occupare lo spazio, ma anche creare condizioni di benessere, protezione e relazione. Una prospettiva che lega il design alla vita quotidiana e restituisce alla progettazione una responsabilità più ampia. A dieci anni dalla sua nascita, Materia continua dunque a interrogare il presente attraverso gli strumenti del design. Lo fa partendo da Catanzaro e da una precisa identità mediterranea, ma aprendosi a un confronto che va oltre i confini della città e della Calabria. Fino al 4 ottobre, il Complesso del San Giovanni sarà quindi molto più di una sede espositiva: sarà una piazza di idee, un luogo di incontro tra generazioni e professionalità. Uno spazio nel quale osservare, ascoltare, discutere e immaginare.