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22/10/2026 ore 12.24
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SMEET, Luca Marino: «La Calabria può diventare un hub di mercato per il cinema»

Dal 23 al 25 ottobre, Catanzaro ospita il Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo, un’iniziativa che punta a mettere in connessione giovani autori, produttori e distributori, valorizzando i talenti locali e le potenzialità narrative del Mediterraneo

di Francesco Graziano

Promuovere l’incontro tra giovani talenti e mercato audiovisivo, rafforzare le opportunità formative sul territorio e favorire la creazione di una rete di collaborazioni a livello nazionale e internazionale. Sono questi gli obiettivi di SMEET – Meeting del cinema nel Sud Mediterraneo, l’iniziativa dedicata allo sviluppo cinematografico e all’industria audiovisiva, in programma dal 23 al 25 ottobre nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale del San Giovanni. La manifestazione è stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte l’assessora alla cultura Donatella Monteverdi e il produttore Luca Marino di Indaco Film, realtà incaricata dell’organizzazione e della produzione dell’evento. Ad intervenire in collegamento video anche il regista Alessandro Grande.

«SMEET – ha affermato l’assessore Monteverdi – fa parte di un progetto più ampio di rigenerazione, legato ai fondi europei per la strategia urbana integrata di Catanzaro (PR Calabria 2021-2027). Vogliamo sperimentare un modello in cui pubblico e privato lavorano insieme in cui il pubblico scelga ed affidi ad un privato le proprie visioni, con i progetti di Strategia urbana noi non sosteniamo un’iniziativa privata con un contributo economico, ma costruiamo insieme un sistema. Le città medie del Sud sono state costrette a progettare per singoli eventi, rincorrendo i bandi. Noi proviamo a invertire la logica attorno a tre assi: formazione, per dare ai nostri giovani occasioni nella propria terra; relazioni nazionali e internazionali; coinvolgimento della comunità. Per questo la questione non è la governance di un singolo progetto. In un Paese che continua a muoversi per bandi, la stabilità nasce dalla condivisione di direzione e obiettivi, e dallo sforzo di costruire un’architettura di uso dei finanziamenti che tenga insieme i diversi punti di una stessa linea, invece di legarli ai singoli eventi. Gli incentivi dipendono dall’efficacia dei progetti. L’impegno è già biennale: un arco di tempo giusto per sperimentare e per permettere all’amministrazione di valutare eventuali correttivi. In un mondo in cui tutto cambia bisogna saper governare i processi. Il San Giovanni, con la varietà dei suoi spazi, è il luogo ideale per questo esperimento: non un hub per pochi colti, ma uno spazio di confronto».

L’iniziativa nasce con la volontà di strutturare un percorso continuativo in cui la cultura operi come motore di comunità e sviluppo. SMEET propone una struttura a doppio binario, coniugando un’intensa attività professionale e didattica con momenti dedicati al pubblico e all’intrattenimento.

Per disporre di maggiori informazioni, abbiamo intervistato il produttore Luca Marino.

-  SMEET nasce con l’ambizione di mettere in relazione i giovani autori con il mercato cinematografico nazionale. Qual è il valore aggiunto di questo progetto rispetto alle altre iniziative di formazione e sviluppo cinematografico, e quali opportunità concrete può offrire ai dodici autori selezionati?

SMEET non si limita a proporre formazione teorica, ma nasce con una vocazione spiccatamente pragmatica: costruire un ponte diretto e operativo tra i giovani talenti e i decision maker del cinema italiano.

Il vero valore aggiunto risiede nel formato "pitching-oriented" e nella rete di relazioni personalizzate che il progetto abilita:

• Confronto tailor-made: I dodici autori selezionati non partecipano solo a lezioni frontali, ma affrontano un lavoro di script clinic intensivo e sessioni di pitch B2B costruite sulle esigenze reali di produttori e distributori presenti.

- Tra i progetti scelti ci sono anche tre autori calabresi. Quanto è importante, oggi, creare occasioni affinché i talenti del territorio possano confrontarsi direttamente con produttori e distributori nazionali, evitando che siano costretti a lasciare la Calabria per costruire il proprio percorso professionale?

La presenza dei tre autori calabresi è la prova che la creatività nel nostro territorio è viva, contemporanea e matura per il mercato.

- Superare l'isolamento: Storicamente, per farsi ascoltare dalle grandi case di produzione bisognava trasferirsi nei principali hub nazionali (Roma, Milano). Portare i produttori e i buyer direttamente in Calabria ribalta questa prospettiva: rende il territorio un luogo d'incontro d'eccellenza, non solo una periferia da cui partire.

• SMEET punta a valorizzare il Sud del Mediterraneo anche come fonte di storie, identità e immaginari cinematografici. Quali potenzialità narrative e produttive vede in questo territorio e come si può trasformarle in progetti capaci di raggiungere il pubblico nazionale e internazionale?

Il Sud Italia e il bacino del Mediterraneo non sono più soltanto "location suggestive" per set cinematografici, ma veri e propri serbatoi di immaginari complessi, stratificati e universali.

• Potenzialità narrative e produttive: Questo territorio offre un incrocio unico di culture, conflitti, radici storiche e trasformazioni sociali contemporanee. È una fucina naturale di storie potenti che parlano di identità, accoglienza, memoria e futuro.Dalla dimensione locale a quella internazionale: La chiave per raggiungere il pubblico globale è la de-provincializzazione dei temi: applicare ai contesti e ai racconti locali generi cinematografici solidi, linguaggi visivi contemporanei e standard produttivi competitivi. Storie fortemente radicate nell'identità locale, se scritte con strutture narrative universali, hanno la capacità di viaggiare e posizionarsi sui mercati e sulle piattaforme internazionali.

- Il festival si svolge a Catanzaro, in un luogo simbolico come il Complesso monumentale del San Giovanni, e si inserisce in una strategia di valorizzazione culturale della città. Quali condizioni sono necessarie affinché un’iniziativa di questo tipo non resti un appuntamento isolato, ma contribuisca a costruire un ecosistema audiovisivo stabile sul territorio?

Il Complesso monumentale del San Giovanni è lo scenario ideale per affermare la centralità culturale di Catanzaro. Ma affinché un festival non sia una "cattedrale nel deserto", occorrono condizioni precise:

• Continuità operativa e sinergie istituzionali: È fondamentale garantire una programmazione pluriennale sostenuta dalle istituzioni (Regione, Film Commission, Comune, Università) e una sinergia costante tra pubblico e privato.Formazione delle maestranze e infrastrutture: Un ecosistema audiovisivo nasce quando alle idee si affianca la filiera tecnica: formazione di maestranze locali, incentivi alla produzione sul territorio e spazi dedicati alla post-produzione e allo sviluppo residenziale.Coinvolgimento della comunità: La cittadinanza e le giovani generazioni devono percepire il festival non come un evento calato dall'alto, ma come una risorsa culturale ed economica permanente per la città.

-  Il Pitch Day rappresenta il momento in cui le idee incontrano direttamente l’industria. Al di là dei possibili accordi che potranno nascere, quale risultato concreto vi augurate di lasciare alla Calabria al termine di questa prima edizione e con quali prospettive immaginate il futuro di SMEET?

Il Pitch Day è il momento cruciale dell'evento, ma il successo dell'iniziativa si misura soprattutto su ciò che rimane dopo lo spegnimento dei riflettori.

• L'eredità per la Calabria: Oltre agli accordi di sviluppo che auspichiamo prendano forma per i progetti, l'eredità più importante è l'aver dimostrato che la Calabria può essere un hub di mercato e un centro decisionale per l'audiovisivo, e non solo un set ospitante. Lasciamo sul territorio competenze rafforzate, relazioni consolidate e una fiducia rinnovata per i giovani autori.Il futuro di SMEET: L'obiettivo per le prossime edizioni è consolidare il festival come appuntamento fisso nel calendario industriale del cinema italiano, ampliando la rete dei partner internazionali e trasformando Catanzaro in una residenza di sviluppo permanente per il cinema del Mediterraneo.