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23/05/2026 ore 19.30
Sport

Due partite per tramutare la tradizione orale in meravigliosa realtà tangibile per le nuove generazioni

Non solo una partita di calcio, ma l’occasione per toccare con mano quanto finora tramandato a voce e con filmati d’epoca piuttosto sbiaditi

di Elisa Bruno

C’è un paradosso strano che unisce le strade di Catanzaro in questo sabato di attesa. Chi ha vissuto l'epoca d'oro custodisce gelosamente il ricordo dei pomeriggi in cui i giganti del calcio italiano cadevano sui Tre Colli. Chi invece è più giovane si ritrova a difendere una fede gigantesca, ma priva di immagini vissute.
Per più generazioni di tifosi, la massima serie non è un capitolo di vita, ma una sorta di eredità orale. Un racconto dei padri ascoltato mille volte a tavola, utile a rendere meno amaro il lungo girovagare tra i campi di provincia della Serie C e le stagioni più buie della storia societaria.
Domani sera, con il fischio d'inizio fissato alle ore 20:00, l'andata della finale playoff contro il Monza allo Stadio Nicola Ceravolo aprirà la doppia sfida decisiva, azzerando ogni distanza cronologica. Saranno i primi novanta minuti di una battaglia totale, con la consapevolezza assoluta che nulla verrà deciso prima del match di ritorno in terra brianzola.

Una passione cresciuta senza immagini

I trentenni, i quarantenni e i giovanissimi cresciuti all'ombra del Cavatore hanno dovuto compiere una scelta d'amore contromano. Ovunque i diritti televisivi spingevano i coetanei verso i club più blasonati del Nord, tra la riviera e il centro storico qui si sceglieva la via più difficile: legarsi a un'aquila ferita che faticava a riprendere il volo, tramandando l'attaccamento ai colori come un codice d'onore.
Oggi quel digiuno visivo si trasforma in una spinta collettiva clamorosa. Quella frase ripetuta per decenni – "Tu non sai cosa significava vedere le grandi qui" – ha buone probabilità di essere finalmente archiviata. Il presente offre l'opportunità irripetibile di smettere di ascoltare i ricordi degli altri e iniziare a collezionare i propri.

La voce della curva

Nei punti di ritrovo storici del tifo organizzato, tra i quartieri del centro e quelli della marina, l'aria della vigilia è densa e carica. Frequentando l'ambiente della Curva Capraro, emerge chiaramente l'equilibrio tra l'entusiasmo travolgente e la necessaria lucidità mentale per una sfida che si articola su 180 minuti complessivi.
«Siamo cresciuti mangiando la polvere di categorie che non c'entravano nulla con il blasone di questa città», raccontano dalla curva. «Abbiamo sostenuto la squadra anche quando non c'era un briciolo di luce all'orizzonte e la società rischiava di sparire. Domani i nostri vecchi saranno di nuovo lì con noi sui gradoni del Ceravolo. Ma sappiamo bene che si tratta solo del primo tempo di una "guerra sportiva". Non dobbiamo commettere l'errore di pensare di aver già vinto dopo la grande festa per la semifinale contro il Palermo: domani serve una bolgia dantesca per novanta minuti, poi penseremo alla partita di ritorno».

Il capolavoro di Aquilani e la vetrina mondiale

Le Aquile si presentano a questo appuntamento decisivo forti di un'identità di gioco precisa e di una tenuta mentale solida, ampiamente dimostrata nel turno precedente. Il tecnico Alberto Aquilani ha saputo dare un'anima e un'organizzazione straordinarie a questo gruppo, trasformando il club guidato dal presidente Floriano Noto in una vera e propria isola felice nel panorama della Serie B. Un miracolo sportivo che dimostra come le idee e la programmazione contino più degli investimenti folli:
Identità e appartenenza: Lo spogliatoio guidato da capitan Iemmello riflette perfettamente lo spirito di rivalsa della piazza.
Copertura eccezionale: La partita di domani sarà un evento globale, trasmesso in diretta in chiaro su TV8 e sui canali Sky, portando l'immagine della Calabria in ben 151 paesi.

Vietato sbagliare il primo atto

Le bandiere giallorosse esposte sui balconi e i discorsi che monopolizzano ogni singolo bar della città raccontano un'attesa che va ben oltre l'aspetto puramente sportivo. Per Catanzaro e per l'intera regione, la Serie A rappresenta una formidabile occasione di centralità turistica, economica e culturale.
Domani le tribune, andate esaurite in pochissimi minuti durante la prevendita, diventeranno il teatro del primo round. I padri si siederanno accanto ai figli e ai nipotini, uniti dallo stesso identico battito cardiaco. Nessuno si illude che domani si possa già festeggiare, perché i conti veri si faranno solo al ritorno fuori casa. Ma domani sera il Ceravolo ha il dovere di gettare le basi del sogno, spingendo le Aquile a prendersi il primo, fondamentale pezzo di storia. Ora che la Serie A è davvero lì, ad un solo passo dal sogno giallorosso.